Ritorna Pordenonelegge!

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A Pordenone, nel mese di settembre, è sempre festa grande: quella del libro con gli autori.

Anche quest’anno chi scrive non è riuscito a resistere: il richiamo di «Pordenonelegge» è troppo magnetico. Ci siamo stati, dal 15 al 19 settembre, e abbiamo fatto bene. Infatti l’edizione della «ripresa» (un anno fa ci si è infatti limitati ad una versione «streaming», interessante ma … ) ha mantenuto tutte le sue promesse. Tanti Autori, 400 (e fra questi anche Grandi Firme), e altrettanti appuntamenti. Scrittori a presentare i loro nuovi libri ma anche no: infatti si è avuto modo di dibattere su argomenti non proprio «di moda» ma pur sempre di attualità.

L’aspetto più interessante di questa manifestazione è dato dal suo carattere informale che dalle sale (tutte rigorosamente protocollate si sensi delle precauzioni vigenti imposte dalla pandemia) si espande a tutta la cittadina. Che, già di suo, ha notevoli ricchezze, almeno dal punto di vista di chi scrive: parecchie librerie (e almeno due di inestimabile ricchezza), tante edicole, tantissimi ritrovi pubblici (bar o ristoranti che siano) e, non da ultimo, buon cibo e ottimo vino. Lo spirito del festival si ritrova praticamente in ogni dove: nelle vetrine dei negozi, nei bar dove si si può ritrovare seduti accanto a Michele Serra, Marcello Fois o alla famosa virologa Antonella Viola, poi Liam Thuram a pranzo e, non da ultimo, Fernando Aramburu solo soletto a passeggio con il suo cappellino di paglia. Di pomeriggio, perché la mattina presto, prima delle 7.00, ecco con la sua pipa Alessandro Piperno in giro in solitaria lungo la via principale. Una battuta, una foto, uno scambio di emozioni su quanto visto e vissuto nell’appuntamento pubblico: anche questo è Pordenone.

Altre ricchezze ? Due enormi capannoni uno più interessante dell’altro. Il primo titolato «Una piazza piena di libri» dove si possono scovare tutte le opere degli Autori passati alla manifestazione, anche gli esordi stampati da case editrici minori, l’altro invece (e ci abbiamo passato un bel po’ di ore…) dedicata ai «Fuori catalogo». Una sorta di Spoon River libraria, dove è possibile ritrovare libri della propria adolescenza (in quella stessa edizione!), rarità da collezionisti e delle vere «chicche». Va confessato: non abbiamo saputo resistere alla scatola contenete tutti i numeri, stampati anastaticamente, della storica rivista «Il Politecnico» di Elio Vittorini. Da quelle pagine, dell’immediato dopoguerra, si è scoperta la narrativa americana e, soprattutto, si è consumato il duello tra Elio Vittorini e Palmiro Togliatti. Una polemica sul ruolo dell’intellettuale, quella del suonare il piffero per la rivoluzione.

Come sempre una posizione speciale nella manifestazione l’ha avuta la poesia, che a Pordenone ha una «sua casa» e che mantiene degli angoli in esclusiva (per nuovi Autori ma anche per Dante, nel suo genetliaco celebrato sontuosamente).

Appuntamenti da noi seguiti: Giosué Calaciura a raccontare, da un punto di vista laico, i primi trent’anni di Gesù (intrigante e non privo di fascino, presentato da un grandissimo Alberto Garlini, per chi scrive una vera scoperta!), poi Gustavo Zagrebelsky a riflettere sulla giustizia, sul come viene rappresentata e … insegnata!. Un bravissimo Jacopo Veneziani a raccontare l’arte come solo lui sa fare e un incredibile duo Francesco Recami-Matteo Codignola a riflettere sull’umorismo. Con una leggerezza profonda, inusitata. Il premiato Fernando Aramburu a raccontare di perdono (chi non avesse ancora letto il suo «Patria» lo faccia… ) e Michele Serra con la sua anomala (ma pungente come al solito e sempre «sul pezzo» anche nei risvolti collaterali) ma suggestiva adozione di un cane randagio, Osso. Infine, ma non da ultimo Alessandro Piperno con il suo attesissimo «Di chi è la colpa», uscito proprio in coincidenza con Pordenonelegge.

Certo c’erano ancora tanti e tanti altri appuntamenti in cartellone ma … non si può arrivare dappertutto. E poi fra 12 mesi ci sarà un’altra edizione … .

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