Salvini, chiedi scusa tu!

Pubblicità

Di

Sono sulle labbra di tutti i recenti fatti concernenti Luca Morisi, il capo dello staff di comunicazione di Matteo Salvini (soprannominato la “Bestia”). Morisi è indagato per consumo di droga e spaccio.

Con un’ipocrisia grande quanto gli anelli di Saturno, Salvini difende Morisi:

“Sono disgustato dalla schifezza mediatica che condanna le persone senza che ci sia un giudice o un tribunale a farlo, prima che sia un giudice a provare qualsiasi cosa. Luca è una bella persona, è un amico che conosco da una vita. Se ha sbagliato utilizzando personalmente sostanze che io combatto e combatterò finché campo (…) se poi la settimana prossima uscirà, come sono convinto, che il dottor Luca Morisi non ha commesso alcun reato, chi gli restituirà la dignità? chi gli chiederà scusa?”

Un uomo come Salvini vive privo di vergogna come un kivi privo di ali, con un’eleganza che rasenta l’inumano. Tutti sappiamo l’ovvio: lui e Morisi, nell’arco degli anni, hanno sparso odio e cattiveria, crocifisso persone e associazioni, additato alle bestie (quelle sì si meritano il soprannome) che li hanno seguiti sui socia, gli obbiettivi da annichilire.

Mai una scusa, mai un ripensamento. Sempre e solo all’attacco, a distruggere, disgregare, spaventare.

Sentire Salvini fare quest’accorata difesa del suo tirapiedi principale fa oggettivamente venire da vomitare e dimostra che ormai la decadenza di Salvini, costretto tra la cronica necessità di stare all’opposizione e il ruolo di governo, gli fa perdere calcinacci come un muro marcio. Ilaria Cucchi, una delle vittime dell’odio salviniano che aveva difeso i carabinieri condannati poi per l’omicidio del fratello Stefano, ha esternato la sua amarezza:

“Ora so che tutte le durissime prese di posizione di Matteo Salvini contro Stefano Cucchi e la mia famiglia hanno un volto: Luca Morisi, indagato dalla Procura di Verona per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Così almeno leggo sui giornali.

Leggo delle sue pubbliche scuse a Salvini ed al partito: “Ho delle fragilità irrisolte”. Così si giustifica. Quanta gratuita sofferenza ci ha inflitto oltre al dolore per Stefano.

Eppure io lo perdono. Lo perdono perchè mi piace pensare che abbia capito e che ora condivida la disperazione che portiamo sulle spalle.

Lo perdono. Si.” (leggi qui sotto)

Le fragilità degli altri, quelle di Cucchi, dei migranti, di tutti coloro che hanno patito la lurida gogna di Morisi, oggi hanno un senso. Oggi, quella classica legge del contrappasso, che vede il cadavere del nemico scorrere sul fiume, ha la sua ennesima conferma.

Il perdono di Ilaria Cucchi ha un che di definitivo e immenso e scende come una pietra tombale sul sepolcro della “Bestia”, del suo organizzatore e del beneficiario Salvini. 

Senza voler essere profeti, il colpo che ha dato la disavventura giudiziaria di Morisi a Salvini, nel momento peggiore degli ultimi anni per la popolarità del ducetto leghista, rischia di essergli fatale.

Salvini, che ha cavalcato la tigre dello scontento di pancia, che ha alimentato come un grill a carbonella l’odio degli italiani, si trova ora azzoppato, sminuito e coperto di ridicolo, con le sue dichiarazioni che hanno superato il minimo limite del decoro. Lapidario un post dello stesso Morisi del 2014, in pieno trionfo Salviniano.

Cucchi e i morti del Mediterraneo possono ora tirare un sospiro di sollievo. Un sospiro metaforico, che serve solo a chi è rimasto, perché molti bersagli dell’odio calcolato salviniano non hanno più nemmeno una gola per respirare, degli occhi per piangere.

Se la storia seppellirà Matteo Salvini, farà un doveroso servizio all’umanità. Un servizio che però è giunto troppo tardi per troppe persone.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!