Stop ai combustibili fossili, adesso!

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Ve li ricordate gli Accordi di Parigi? Siglati nel 2015, riguardo al surriscaldamento climatico del Pianeta e al graduale aumento della temperatura, sancivano l’impegno di tutti i Paesi firmatari a restare ben al di sotto dei 2°C, ripromettendosi anche di limitare tale soglia a 1.5°C, come indicato dagli scienziati, per evitare le conseguenze peggiori. Ebbene, stando a uno studio appena pubblicato, se davvero volessimo limitare a 1,5°C l’aumento della temperatura globale dovremmo smettere oggi di estrarre dal sottosuolo combustibili fossili. Oggi, non domani. Né tra vent’anni, quando ormai sarà troppo tardi. 

Partiamo dal fatto che, i buoni propositi dei governi, finora non sono stati accompagnati da reali gesti concreti. A dimostrarlo c’è il fatto che, dal 2015 a oggi, il tasso di gas serra non è affatto diminuito, ma casomai il contrario. Ecco perché la maggior parte delle riserve di combustibili fossili possedute oggi da nazioni e compagnie petrolifere dovrebbe rimanere nel sottosuolo, se davvero volessimo porre rimedio alla crisi climatica. Un recente studio ha infatti dimostrato che non bisognerebbe estrarre il 90% delle attuali riserve di carbone e il 60% delle riserve di gas per avere un 50% di possibilità in più di limitare l’aumento della temperatura globale a quell’1,5°C previsto dagli Accordi di Parigi.

Il clima sta cambiando velocemente e la nostra casa rischia di non essere più lo stessa. Il nostro modo di vivere è in parte già mutato e ci dovremo adeguare sempre di più al cambiamento. Eppure lo studio rimarca come la retorica nella lotta messa in atto dai governi per frenare il surriscaldamento globale sia lontana anni luce dalla realtà dei fatti. In un futuro sostenibile non ci sarà più spazio per i combustibili fossili, così come il passaggio a energie alternative va assolutamente accelerato. Consentire ai giganti del petrolio, del gas e del carbone di continuare a produrre energia generando al contempo gas serra non è più ammissibile.

Al momento attuale il divario esistente fra l’impegno siglato dalle varie potenze globali a Parigi e la reale volontà dell’industria dei combustibili fossili, di sicuro non depone a favore del rispetto e del raggiungimento dell’obiettivo prefissato. La situazione è critica, ma intanto ovunque nel mondo si scoprono giacimenti di petrolio e di altri combustibili fossili. Qualcuno continua imperterrito a far finta di nulla, ma ciò che accade attorno a noi ci obbliga a interessarci delle scelte che i governi fanno sul clima. E, per fortuna, almeno un lato positivo c’è ancora. Stando allo studio, se ci fermassimo oggi passando a fonti di energia alternative e rinnovabili, gli ambiziosi obiettivi di cui sopra potrebbero essere raggiunti. Quindi cosa stiamo ancora aspettando?

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