Una zucca da record

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Leggo con stupore che a Peccioli, amena località della Toscana, al Big Pumkin Festival organizzato dal “Club Lo Zuccone” ha fatto scalpore, trainata da una doppia pariglia di erculei buoi, l’apparizione di una abnorme zucca destinata a entrare nel Guiness World Record con i suoi certificati 1226 chilogrammi di stazza.

Stefano Cutrupi, coltivatore di ampie ambizioni, ha presentato al mondo la sua esagerata creatura, cresciuta e vezzeggiata con tantissimo amore, corteggiando il traguardo dell’eccesso e dell’anomalo, così appaganti quando ti restituiscono gloria.

L’esorbitante ortaggio pare debordare dalle immagini fotografiche ,dove domina vigorosamente la scena, quasi fosse un bottone cascato dalla caverna di un ciclope e  le tante persone che lo circondano, sembrano in procinto di inginocchiarsi per venerare lo smodato e bitorzoluto fenomeno della natura che certo supera i limiti del giusto, trascendendo le normalità e assumendosi il ruolo di un tozzo e fascinoso monumento.

Certo figlio di selezioni genetiche operate nel corso degli anni, lo zuccone ha ipnotizzato le migliaia di visitatori impegnati a emettere un ingente quantitativo di esclamazioni di incredulità e il borgo che domina una valle di languida armonia ha vissuto grandissime emozioni: non capita tutti i giorni che una cucurbitacea , amata nei secoli e da molti conosciuta per la generosità della sua magica polpa come ” il maiale dei poveri” , oscuri per dirompente maestosità il romantico richiamo dei filari di vite, delle macchie degli oliveti o delle eleganti sagome dei cipressi schierati alla Carducci. 

I gridolini di suggestione si inseguivano lungo le balze di tufo mentre i giudici misuravano e discutevano, pesavano e commentavano, periziavano e gongolavano.

Un pupone di 1226 chilogrammi genera legittimo scompiglio e nel contempo evoca emozioni e collegamenti : la celebrazione della zucca nella pittura porta diritti diritti al San Girolamo del grande artista tedesco Albrecht Durer che la raffigurò come emblema della caducità della vita, considerato che cresce  moltissimo in un breve lasso di tempo per poi morire troppo rapidamente, una volta dati i frutti.

Ma la “chiapputissima regina” di Peccioli ha soprattutto scatenato le dispute dei buongustai, dentro gialle divagazioni di polpe che confluiscono in cento ricette diverse, dai semi come snack ai favolosi fiori abborracciati per allertare le papille gustative.

Vorrei chiudere con le righe di Charles Perrault , perché una celebratissima e amata favola mi pare il giusto corredo finale per onorare un “ortaggio condominiale” da favola: 

” Cenerentola subito andò a cogliere la più bella zucca che le riuscì di trovare e la portò alla comare, senza capire come mai quella zucca l’avrebbe fatta andare al ballo. La comare la vuotò  e quando fu rimasta solo la scorza, la percosse con la sua bacchetta. E la zucca fu subito mutata in una bella carrozza tutta dorata”.  

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