Varesi torna con “Reo confesso”

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Un caso risolto prima ancora di iniziare: non è il tenente Colombo ma il commissario Soneri. Bello il nuovo giallo di Valerio Varesi: “Reo confesso”.

Valerio Varesi è senza dubbio una delle punte di diamante del noir italiano, nella sua variante più interessante, quella cosiddetta “sociale”, che si intrufola fra le pieghe più nascoste e drammatiche della nostra società. Rivelandone gli aspetti “delicati e forti”, o magari anche soltanto “silenziati”.

Valerio Varesi è anche il creatore del commissario Soneri, in ordine di tempo il primo dei protagonisti seriali. È infatti dal 1989 che questo poliziotto ausculta Parma e i suoi dintorni con inquietudine, arguzia e sensibilità. 

Nella ultima sua “storia”, lo dice il titolo (“Reo confesso”, ed. Mondadori), deve fare i conti con un caso già risolto. C’è l’assassino che ammette l’omicidio, c’è il cadavere e … persino l’arma del delitto. Questo fin dalle prime pagine. Ma il “nostro” non ha mai creduto all’evidenza, al “troppo chiaro”. E nonostante il parere contrario dei suoi superiori, lui indaga lo stesso. Ed è un’inchiesta del tutto anomala. Perché bisogna fare i conti con una stanzialità obbligata, siamo in piena emergenza Covid, perché nei suoi affetti viene colpito da una situazione singolare: la sua compagna, avvocato, è anche la rappresentante legale del “reo confesso”. Il che si traduce, nel rapporto di coppia, in nuovi silenzi, o non detti, e confronti in collisione tra l’etica e la vita quotidiana. L’indagine è essenzialmente cerebrale (non aspettatevi inseguimenti o sparatorie) e, come da miglior Varesi, tanto trova senso nelle atmosfere, negli stati d’animo, nelle inquietudini che da sempre suggestionano e arrovellano Soneri. In aggiunta, in questo nuovo episodio, ecco la fondamentale importanza del “caso”. Che decide tanto, fin dall’inizio. L’importante è saperlo riconoscere, leggere, interpretare. Magari dopo averlo scomposto. 

Il divenire di ciascuno era legato al caso, a un’imperscrutabile roulette che emetteva sentenze dopo un’infinita sequenza di tasselli“. 

In una situazione di arricchimento “non faticato”, o di eredità tradita, Soneri deve indagare su di un morto che, in vita, da autentico filibustiere aveva dissipato la ricchezza e la stima che molti riservavano a suo padre. In altre parole l’omicida risulta essere il buono, l’ammazzato invece il cattivo. Basta questo ribaltamento di ruoli? Basta questa rivisitazione del giustiziere solitario per risolvere il tutto? No, Soneri va oltre, molto oltre. E per il lettore sono nuovi colpi di scena. Si pensi al fatto che alla dicotomia “bene-male” si aggiunge quella “giusto-sbagliato”: il bottino accumulato del morto doveva servire ad opere di aiuto per l’Africa ed è invece stato dissipato nei night della pianura padana troppo in fretta arricchita. In altre parole ci sono persone che muoiono di fame a causa dello champagne dello scellerato fiduciario. E anche qui sono i contesti psicologici, le relazioni, gli umori a dire tanto. Basta una sorella apparentemente bislacca o una ex-impiegata che … . Addirittura si arriva a fare i conti con una situazione di doppio DNA, rarissima ma possibile. 

Abbiamo forse detto troppo? Date retta a Soneri, non credete al troppo chiaro, all’evidente, al racconto … . Ogni storia ha più narrazioni e per questo libro urge iniziare con quella firmata da Valerio Varesi. E lasciarsi stupire, e … riflettere.

Sì un bel noir. Che non casualmente è stato presentato con una frase a nostro modo di vedere perfetta: “Simenon incontra Pirandello”.  È questo.

“Reo confesso: un’indagine del commissario Soneri”, 2021, di VALERIO VARESI, Il giallo Mondadori, ed. Mondadori, 2021, pag. 349, Euro: 17,00.

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