Arrestato uno dei boia di Pinochet

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Reinhard Falkenberg, settantaseienne ex nazista e torturatore seriale al servizio di Pinochet, è stato arrestato a Forte dei Marmi, dove stava trascorrendo una amena vacanza assieme a un gruppo di pensionati provenienti dalla Germania. Certo della sua impunità, il tormentatore è arrivato al  punto di registrarsi in albergo con il suo vero nome, innescando un allarme che ha favorito il poche ore il suo fermo.

Il “tradimento” del viaggio in Italia  giunge a restituire alla giustizia uno dei più spietati leader  di “Colonia Dignidad” famigerato nucleo di nazisti, costituito attorno agli anni sessanta, sciamati in Cile dalla Germania dopo la seconda guerra mondiale, per ripetere sotto un nuovo cielo le nefandezze che la malefica consorteria commetteva con il rigore ispirato dai protocolli dei lager, trovando piena soddisfazione nella serrata sequenza di omicidi e di abusi nei confronti di minori.

Proprio Pinochet, il cui raffinato olfatto odorava e privilegiava i conglomerati di persone maledette e famigerate, aveva dapprima individuato per poi consacrarla la “Colonia Dignidad” come centro clandestino di tortura e di soppressione degli oppositori politici.

Fra gli aguzzini più ispirati emergeva la figura di Falkenberg, ricercato dalla giustizia cilena per crimini di lesa umanità perpetrati nell’enclave nazista supervisionata da Paul Schafer, a suo tempo accusato di un gran numero di omicidi e di brutalità inenarrabili.

Per ritornare al pacifico e mite pensionato Reinhard, così amante delle località marine e della buona cucina italiana, di lui si erano smarriti i movimenti dopo la fuga dal Cile, organizzata nel 2005 per rannicchiarsi nella protettiva località di Gronau, tranquilla cittadina della Renania Settentrionale, ricca di casette con i tetti spioventi su balconate che traboccano gerani.

Intanto la magistratura cilena aveva avviato una inchiesta per chiarire la scomparsa di alcune vittime fra cui Juan Maino Canales, fotografo di origine venete e militante del MAPU (movimento di azione popolare unitaria),  dapprima torchiato e martoriato presso Villa Grimaldi e di seguito trasferito, per un ulteriore e definitivo trattamento, nella zona di Maule dove Falkenberg amava concertare le varie operazioni punitive con incredibile scrupolo.

La notizia del suo arresto in Italia è stata prontamente comunicata dall’Interpol cilena alla Corte di Appello di Santiago mentre i familiari dei  non dimenticati “desaparecidos” hanno prontamente organizzato manifestazioni per chiedere l’estradizione del boia, turista camuffato ma non troppo nell’eterogeneità di una comitiva approdata sulla costa del Mar Ligure, proprio nella stagione che evoca le foglie morte.

Al vile seviziatore di tanti innocenti, cascato sulla classica buccia di banana per supponente superficialità,

frulleranno forse per le orecchie le parole dell’amico generale Augusto Pinochet che rasoiava persecutorio il democratico vento dell’opposizione: 

“Non una singola foglia si muove in questo paese se non sono io a spostarla. Voglio che sia chiaro!”

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