“Bolle di sapone”: il ritorno dei vecchietti del Bar Lume

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Ma cosa succede ai vecchietti del Bar Lume in tempo di pandemia ? Nuovo esilarante romanzo di Marco Malvaldi, ancora “sul pezzo” con ironia ed energia (e bravura, diciamolo…). 

Quando ti entra un elefante nella stanza non lo puoi ignorare. E ignorare il Covid per uno che scrive storie ambientate in un bar, sarebbe stato abbastanza difficile. Impossibile poi se aggiungiamo che i protagonisti sono quattro vecchietti” : “Bolle di sapone”, il nuovo romanzo di Marco Malvaldi, parte da qui. Ed è subito un gran successo. Infatti lo scrittore pisano sembra ritrovare la sua verve migliore. Siamo all’ottava avventura dei vecchietti e, ammettiamolo, non è sempre facile mantenere la spontaneità e la freschezza di battuta dei primi episodi. Eppure, in “Bolle di sapone”, si torna a spanciarsi come nel 2007, anno di inizio della serie.

Il perché è presto detto. Il cosiddetto “caso” questa volta non è fittizio: ci sono due morti ammazzati su di un marciapiede in Calabria, e si sente aleggiare il puzzo di mafia. L’indagine è dunque una cosa seria. Poi, per la prima volta, Malvaldi si concede un colpo di scena finale che qui non è giusto raccontare. Se ancora non bastasse ecco un personaggio “quasi” nuovo: la madre del barista, che aggiunge toscanità e originalità al campionario di battute, in un contesto speciale per le mamme che si vogliono sentire ancora importanti: l’organizzazione della nuova abitazione del figlio (con la fidanzata lontana e dunque in campo aperto…).

Infine, ma non da ultimo, i vecchietti portatori di canonica mascherina anti-pandemia, e quindi con una vista più appannata del normale, che fanno i conti con la tecnologia: uno spasso nello spasso. Scene che abbiamo (dovuto) vedere e vivere anche noi, qui in Ticino, ma quando firmate da Ampelio, Del Tacca, Aldo e Rimediotti (i 4 protagonisti delle storie di Malvaldi) allora la risata è assicurata.

Il segreto del successo di “Bolle di sapone”, subito in vetta alle classifiche di vendita,  è però, a parere di chi scrive, ancora un altro. È nella semplicità degli obiettivi, nel non pretendere di fare alta letteratura. “Per me il giallo è divertimento e intrattenimento. Se qualcuno impara qualcosa dai miei libri, non l’ho fatto apposta. Poi certo, scrivo del mondo che mi circonda“, queste le sue dichiarazioni. E ci riesce. Per esempio nelle pieghe psicologiche della categoria più minacciata dal Covid, gli anziani che si sono visti certificare la loro fragilità: e reagiscono come fossero dei bulletti di paese. Uscendo da casa con le scuse più improbabili, sorridendo amaramente alle truci immagini televisive (magari mettendola in battuta), e non confessando mai la loro riconoscenza nei confronti di chi li ha assistiti: un bel carosello di sentimenti veri, mal celato dalla comicità di fondo. Tanta leggerezza, che non fa sicuramente male di fronte a questa improvvisa ondata che ha scosso e sconvolto l’intero mondo. In fondo il motivo del successo di “Bolle di sapone” è tutto qui.  

“Bolle di sapone”, 2021, di Marco MALVALDI, ed. Sellerio, 2021, pag. 250, Euro 15,00.

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