Bolsonaro accusato di crimini contro l’umanità

Pubblicità

Di

Gli attivisti di “AllRise”, organizzazione non governativa austriaca, hanno inoltrato denuncia nei confronti del presidente del Brasile Jair Bolsonaro, presentando alla Corte penale internazionale un robusto dossier che evidenzia chiare responsabilità di crimini contro l’umanità a causa la deforestazione ininterrotta e selvaggia che sta erodendo, giorno dopo giorno, il sacro polmone della Amazzonia.

Da quando è cominciato il suo mandato, Jair ha innescato la mina delle politiche di depauperazione forestale, ingigantendo il rischio di nefasti effetti per l’intera umanità.

L’impennata della scarnificazione sistematica del verde è coincisa con il suo modello di signoraggio governativo, concentrato sulle comunità indigene senza disdegnare un sistematico disprezzo nei confronti della salute della nostra Terra, stressata dalla nevrosi di quella che gli esperti definiscono “ forest degradation”. 

Ma Bolsonaro mal digerisce le sane letture e quello che annota Isabella Pratesi, direttrice della conservazione WWF Italia, gli risulterebbe indigesto al pari di uno stracotto di un serpente impadellato di striscio: “È come se le grandi foreste tropicali, l’Amazzonia e il bacino del Congo, fossero due ventricoli dello stesso cuore che pompano alternandosi.”

Bolsonaro bracca come un cane da caccia l’agribusiness abbinato alle feroci ma remunerative attività estrattive e se il suo accanimento nel causare stress dopo stress a selve intricate risulta sempre frizzante, lui se ne fa un pipozzo di quegli idioti che confezionano pubblicazioni su “Nature climate change” e arroterebbe volentieri con la sua rombante moto l’altra ciurma di imbecilli di Allrise che hanno presentato ai giudici dell’Aja, farneticando menzogne su “un presidente ritenuto responsabile di 4mila chilometri quadrati di deforestazione nell’arco di tre anni, con un aumento dell’88 per cento di disboscamento da quando ha preso il potere”.

Tutti numeri buttati lì, numeri del lotto considerando che alla redazione di un futile fastidioso documento ha contribuito una finta eminenza nel campo ambientale come Friederike Otto.

Il noiosissimo studio che ha propiziato la terza o quarta notificazione nell’anno 2021 parla di “almeno 180mila morti indirette a livello globale che potrebbero essere l’effetto delle politiche di Jair Bolsonaro di qui al 2100”.

Fantasia, patacche, paccottiglia, previsioni bacate e bucate: e poi le morti indirette sono molto meno dimostrabili di quelle dirette, per la miseria. 

Mentre il futuro dell’umanità è incalzato dai disturbi psicopatici di un Attila moderno, le denunce nei suoi confronti piovono a grappoli procurandogli una sorta di innocuo solletico se consideriamo il paradosso del suo intervento tenuto, verso la fine di settembre, di fronte a una basita Assemblea Generale dell’Onu che ha recepito il messaggio forte e chiaro: “L’Amazzonia non è patrimonio dell’umanità” , un grazioso eufemismo equivalente , grosso modo, a “Fatevi i cacchi vostri e non rompetemi gli ammennicoli “.

Il video delle dichiarazioni, visto a qualche settimana di distanza, è assolutamente delirante e ben si sposa con un leader minimo che si esprime al massimo quando è costretto a lasciare a New York in quarantena il suo ministro della Sanità, dopo aver allertato la Grande Mela con il teatrino di una pizza smozzicata  in piedi, su un americanissimo marciapiede da cui spernacchiare insulti, con il medio ben eretto e posizionato come si deve, verso i contestatori che cicalavano nei pressi dell’ambasciata.

Che poi abbia deciso di intrattenere un fitto e proficuo colloquio, rigorosamente senza mascherina, con il premier inglese Boris Johnson , quasi limonandolo nella sperticata esaltazione del vaccino Astrazeneca rispetto ai vari Pfizer e Moderna , lascia intuire come questo Fenomeno possa continuare a negare i benefici delle misure di contenimento del Covid.

Jair è spavaldo e trova profonde motivazioni poggiando i suoi piedoni sulla piattaforma di una formidabile famiglia che rispecchia una magnificente prolificità: “Ho cinque figli. Ho avuto quattro maschi, al quinto mi sono indebolito ed è uscita una femmina”.

Ma se a lui è stato concesso di comportarsi da coniglio, a tanti altri è pervenuto il tetro monito di non esagerare: “Dobbiamo adottare una rigida politica di controllo delle nascite. Non possiamo più fare discorsi demagogici e pretendere risorse e mezzi  dal governo per questi miserabili che prolificano sempre di più in questa nazione.”

Troppi miserabili mentre gli alberi cominciano a scarseggiare.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!