Compagni no vax e no Covid pass

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Del resto ce lo insegna la fisica che i poli opposti si attraggono. Eppure scoprire che una fetta non indifferente della sinistra va allegramente a braccetto coi no vax ed è perfino scesa in piazza con chi protesta per l’introduzione del Covid pass, fa una certa impressione. Dà da pensare. Ma com’è possibile che, anche a sinistra, le teorie del complotto abbiano mietuto così tante vittime? Come si spiega? Proviamo a capirlo insieme. 

Ad aver reso possibile questo strano cortocircuito è stato probabilmente un tema da sempre caro alla sinistra, quello della resistenza al potere e della lotta portata avanti per riconquistare il controllo delle nostre vite, soprattutto se queste si trovano a dover fare i conti con le restrizione imposte ai non vaccinati dal Covid pass. La controcultura si è sempre nutrita di un sano antagonismo con il potere, ed è proprio per questa ragione che tra coloro che denunciano i vaccini e si rifiutano di prendere quelle minime precauzioni che ci proteggono dal virus ci sono anche alcuni nostri amici che, in passato, abbiamo ammirato per il loro impegno politico nel cercare di coltivare una società dal volto umano.

Eppure in questi mesi (e anni) di pandemia non sono mancate le sorprese, con teorie del complotto che senza grandi intoppi sono migrate da destra a sinistra. Con affermazioni che fino all’altro ieri avrei semplicemente etichettato come della destra più estrema e che invece oggi ritrovo in bocca a chi si era invece battuto per ottenere una società più giusta e solidale. D’accordo, ma come si giustifica questa strana e inquietante sovrapposizionetra certe idee new age e la destra, anche quella più estrema? In realtà c’è poco da stupirsi. Non è certo dall’altro ieri che alcune discipline, fra queste anche quelle che di scientifico hanno ben poco, sono di gran moda, al punto da aver rotto perfino gli steccati ideologici.  

Anche i nazisti erano per l’astrologia, l’agricoltura biologica, l’alimentazione vegana e il culto della natura. Furono promotori dell’omeopatia e della “guarigione naturale”, nutrendo una certa resistenza per le vaccinazioni.Ovviamente ciò non significa che chiunque sia un ecologista, vegano o a favore della medicina alternativa, lo faccia perché sotto sotto è un nazista. Negli anni Sessanta e Sessanta l’estrema destra europea fece propri diversi temi un tempo esclusiva degli anarchici rivoluzionari. Così, oggi, come sottolineava il quotidiano inglese The Guardian, c’è davvero poco da stupirsi di fronte a un hippy con i dreadlock che ha fatto proprie le teorie complottiste di QAnon, convinto dell’esistenza di una cospirazione contro Trump.

Il movimento no vax è così risultato un collante formidabile, capace di tenere insieme militanti dell’estrema destra e controcultura di sinistra. Non a caso, ben prima dell’arrivo della pandemia, l’avversione ai vaccini aveva raccolto consensi sia nella sinistra verde tanto quanto nell’estrema destra. E, in tutto questo, risulta piuttosto inquietante il fatto che alcuni no vax duri e puri si considerino dei “purosangue”, un po’ come accadeva nel Terzo Reich riguardo alla razza ariana. E le ragioni per cui due popoli, due tribù agli antipodi, abbiano trovato un cavallo di battaglia comune, a sinistra, è probabilmente da rintracciare nella confusione, nella paura e nel disagio di chi non ha capito come mai, i propri partiti di riferimento, abbiano sostenuto i blocchi e le misure volute dai vari governi ritenendole necessarie per prevenire la diffusione del Covid-19.

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