Convivere coi fascisti ci tocca

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Giorgia Meloni, ormai euforica per il sorpasso del collega Salvini, è però in affanno. Come per la Lega di Salvini, non è facile cercare di fare la responsabile e al contempo tenere buone le orde di psicotici in camicia nera che hanno devastato Roma sabato scorso.

La Meloni, fedele allo schema “celodurista”, (mica lo hanno inventato Bossi o Salvini), parte all’attacco come sempre. Perché l’uomo, o la donna di destra, non chiedono mai scusa, non fanno mai autocritica e se la fanno, è con mille distinguo.

In aula a Montecitorio, “Yo soy Giorgia” ha attaccato la ministra dell’Interno Lamorgese, insinuando:

“…quello che è accaduto sabato è stato volutamente permesso e questo ci riporta agli anni più bui della storia italiana”

Come a dire, se i fascisti (dichiarati peraltro) di Forza Nuova, hanno organizzato una manifestazione a Roma tirandosi dietro un truppone di no-vax, no-pass eccetera, è colpa del governo, che avrebbe potuto agire prima e più celermente per sventare i disastri.

Deduco che se uno fa una rapina è colpa della polizia che non è arrivata in tempo. Ma Giorgia la guerriera, la madre, la pescivendola, non si ferma qui.

L’inchiesta di Fanpage sui finanziamenti occulti e sulla lobby fascista che pistona certi candidati di Lega e Fratelli d’Italia è stata fatta apposta, a suo dire, per screditare i due partiti.

Anche qui: Io mi frego la marmellata, uno mi filma di nascosto, lo dice a mamma ed è un ovvio tentativo di screditarmi, non sono io che sono ladro.

Tra l’inchiesta di Fanpage (con quasi 100 ore di girato) e disastri romani, solo una cosa è certa, in Italia il fascismo non solo non è mai morto, ma è in buona salute. Lo dimostra la candidata più votata di Fratelli d’Italia alle recenti comunali a Roma, Rachele Mussolini, nipote del mascelluto duce fascista.

Racconta lo storico Alessandro Barbero in un contributo su YouTube, nell’ambito de “la storia siamo noi, l’Italia è ancora fascista”:

“…L’Italia è un paese in parte fascista, non c’è niente da fare. L’Italia è stata un paese che in certi momenti negli anni ’30 ha avuto una maggioranza di consenso per il fascismo (…) Nella pancia del paese rimaneva una quantità di gente che era fascista, di famiglie che avevano i genitori che erano stati coi fascisti, con la repubblica di Salò e contro i partigiani (…) noi siamo un paese spaccato, dove tutt’ora, dopo tanto tempo, c’è una parte della nostra popolazione che nel profondo è fascista” .Guarda il video qui sotto)

A Meloni e Salvini, non è restato che convogliare nella giusta direzione questi fascisti, di cui i teppisti in strada sabato sono solo l’ala armata. Il peggio, come sempre, viene dalla classe dirigente, dalla borghesia e dagli industriali che, come negli anni ’30, finanziavano e finanziano il fascismo, come si evince dall’inchiesta di Fanpage (guarda il video qui sotto)

Morto un Papa se ne fa un altro. Il declino di Salvini, che ha subito, seppur di poco e solo in certe regioni, il sorpasso di Fratelli d’Italia è in realtà un travaso di voti. I fascisti ci sono sempre stati. I prepotenti, coloro che ritengono le proprie idee degne di diventare costrizioni per gli altri. Quelli che “ci vuole l’uomo forte” e che sono disposti a devastare le sedi dei giornali o dei sindacati. Se quel branco di scimmie nere in piazza Sabato, non avesse avuto anni di coccole da certa gente che ne cerca il voto, questi fatti non sarebbero successi. E il pensiero prevaricante no-vax “io non mi vaccino se ti ammali son problemi tuoi”, ne è un’altra espressione, dove la prepotenza è mascherata da diritti civici.

Convivere coi fascisti è un obbligo. Siamo una società democratica, lasciargli fare quello che vogliono è un altro paio di maniche. Se ieri si faceva argine a Salvini, oggi tocca farlo a Meloni, in una battaglia che va avanti, volenti o nolenti, dalla notte dei tempi. Una volta erano repubblicani e monarchici, prima Guelfi e Ghibellini e prima ancora Populares e Optimates, ma la sostanza cambia poco. C’è chi tende una mano e chi tira un cazzotto.

“Yo soy Giorgia”, è solo l’ennesima antagonista di chi vuole un mondo più decente.

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