Di merli, pappagalli e cinguettii

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Di

Polo Sportivo e degli Eventi, Polo Sportivo e degli Eventi, ripetete con noi: Polo Sportivo e degli Eventi. Perché ve lo diciamo? Perché mancano poche settimane al voto e il tema è più caldo che mai. Sia i favorevoli, sia i contrari si stanno destreggiando nell’esporre il proprio pensiero, fra cinguettii di qua e di là. E a voi…attualità piace liscia o gassata?

Se Berlusconi ha i titoli per diventare presidente della repubblica, possiamo dire che Lorenzo Quadri ha quelli per diventare consigliere nazionale. Ah, lo è già? Scusate, mi ero distratto. 

Una settimana di telefonate con il segretariato della Lega Calcio hanno creato una delle commedie degli equivoci che nemmeno i grandi drammaturghi francesi (Labiche e compagni per capirci) avrebbero potuto scrivere. Succede che Tamara Merlo (detta Cippeli da alcuni nemici) telefona al segretariato della Lega Calcio e chiede, buttandola là come una domanda ingenua, se qualche squadra di calcio è mai stata retrocessa dalla  Superleague perché non ha lo stadio a norma. In segretariato rispondono che non è mai successo. Tamara Merlo allora cinguetta felice e beata (in realtà lo mette su Facebook e non su Twitter, ma l’assonanza ornitologica è troppo ghiotta) dicendo che la minaccia di retrocessione del Lugano in caso di bocciatura del PSE (Polo Sportivo e degli Eventi) è una panzana inventata dai favorevoli al progetto per spaventare i tifosi del Lugano. Che se proprio vogliamo guardarla di fino, non è che siano legioni, stando almeno alle presenze a Cornaredo. Subito si scatena la corsa alla correzione: si citano il regolamento e le deroghe concesse e non più rinnovabili. Insomma ci vuole il colpo di piccone (sul cantiere, non sulla società) per salvare il Lugano dalla retrocessione. Il portavoce della Lega calcio dice: sì, qualcuno ha chiamato e ha chiesto in segretariato se qualche  squadra è mai stata retrocessa per uno stadio non a norma. Mica ha chiesto notizie del Lugano rispetto a una eventuale bocciatura del PSE. Insomma molto rumore per (quasi) nulla. Bastava fare la domanda giusta.

Non è che sull’altro fronte siano messi molto meglio. Il sindaco di Lugano Foletti non era proprio caldissimo sul Polo Sportivo e degli Eventi (« Polo sportivo, Foletti solleva dubbi », titolo su Radio 3i del 2018). Ora è vero che solo chi si mostra poco assennato (cit. dizionario Treccani) non cambia opinione, ma ci sono anche quelli poco assennati che cambiano opinione. 

«Obbiettivo: pareggio». Non è un allenatore di calcio ad esprimersi, ma il presidente del Partito Liberale Ticinese Speziali dopo l’approvazione del Gran Consiglio della proposta UDC per contenere la spesa dello stato. Proposta emendata, ripete più volte il presidente, affinché non si pensi che liberali e UDC vanno a braccetto. Giammai! I giochi di prestigio dialettici hanno trionfato: non sono « tagli » hanno detto Pamini e soci, ma « contenimento ». I nostri nonni dicevano: se non è zuppa è pan bagnato. La battaglia si è giocata su un avverbio. Da fini linguisti i liberali hanno emendato « esclusivamente » in « prioritariamente ». Se avessero preso lezioni dal loro esponente luganese Badaracco («Chi è contro il PSE non ha capito un tubo, dixit) avrebbero emendato 

«esclusivamente» in «adesso son cavoli vostri». 

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