È “solo pioggia”

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Un gioiello, «Solo la Pioggia» di Andrej Longo. Tre fratelli, confidenze inconfessabili se non giustificate dal sangue e una parola che sembra di troppo, ma invece … lo è. Ma la famiglia tiene, alla sua maniera. 

I funerali non vanno celebrati una volta sola, il giorno della funzione religiosa e dell’accompagnamento al cimitero. Ci sono anche altre occasioni, magari più sincere e intime. Ogni anno i tre fratelli Corona, rampolli della famiglia più temuta in paese, 

nella ricorrenza della morte del padre non ci sono per nessuno: il «loro» rito prevede una visita al camposanto eppoi una cena privatissima, a casa di uno di loro. Non vengono previsti altri ospiti perché è il momento dei ricordi, delle risate, delle complicità, delle confidenze. E’ l’istante delle dichiarazioni sussurrate, delle rivelazioni inconfessabili che solo tra di loro possono trapelare, perché permeate dalle ragioni del sangue (la famiglia!). E’ l’ora delle sensibilità differenti e complementari.

I tre sono molto diversi tra loro. Il primo, Carmine, è la personificazione del mafioso moderno: ha studiato, frequenta i colletti bianchi ed ha in progetto di buttarsi in politica. Il secondo, Papele, è più pratico e ricalca le orme paterne nei dettagli, non disdegna le maniere forti: sempre pronto alle soluzioni più spicce ed eclatanti non teme paure. Infine Ivano, il piccolo cresciuto lontano «dall’università» della strada: ha una spiccata sensibilità e pratica la fotografia con predilezione per le immagini malinconiche. 

E la pioggia del titolo ? Lei c’è sempre, dalla prima all’ultima delle 165 pagine. Non è solo un brusio di fondo, con i suoi sbalzi di intensità, a volte riesce persino a creare distorsione acustica facendo barriera, e qualche parola «non passa». Una colonna sonora che si «fisicizza», che invade (straordinaria l’immagine del cavallo che resta intrappolato nel fiume!) e condiziona. Perché in certi istanti è bufera, in altri lavacro, tuoni e saette ma anche pioggerellina. E c’è anche il vino che bicchiere dopo bicchiere altera e contribuisce al crescendo. Sul finale poi, una botta che non stiamo a rivelare, è mamma avvolgente.

Romanzo per stanza sola ad orario limitato, il tutto trova svolgimento in undici ore, «Solo la pioggia» è un gioiello di inusitata forza, sostenuto da una bravura narrativa tersa. Il ritmo è crescente, i dialoghi serrati, i generi letterari trafitti: è giallo (con un colpo di scena finale davvero potente), è psicologia (impressionanti i risvolti personali), è teatro, noir (il bene, il male che si confondono), è storia familiare, dramma … . Tantissime cose concentrate in modalità perfetta, con stile nitido: non vi è parola di troppo, banditi gli orpelli. Per dirla con Antonio Manzini «duro e cristallino come un diamante». 

Ma quel che più affascina il lettore è lo stile di Andrej Longo. Lui è un narratore che non giudica, cerca solo di capire, si mette nei panni di ogni personaggio, ognuno con la sua voce e … lingua, vita. Lo scrittore sembra quasi che sia lì, ad aspettare quel che succede. In otto capitoli, stavamo scrivendo «atti», «Solo la pioggia» stupisce e avvince, lasciando al lettore persino possibilità di riflessione supplementare, sociologica: qui si scrive della malavita ma è come se si intendesse la piccola borghesia, quella «normale» con i suoi rapporti con il possesso, la paura di perderlo, l’ansia di tenere il passo, la timidezza che diventa ferocia. Una sorta di «Furore» aggiornato al sud Italia nei nostri anni.  

Ben si capisce come Andrej Longo abbia trovato «casa» presso la Sellerio di Palermo. Infatti dopo un brillante esordio con la Meridiano Zero («Più o meno alle tre», 2002: speriamo venga ripubblicato, dal nostro punto di vista risultano essere fra le pagine più belle lette sull’ 11 settembre americano), la conferma son Rizzoli («Adelante», 2003) e l’affermazione con Adelphi («Dieci», 2007 e altri titoli) eccolo dopo un decennio nella collana tanto cara ad Andrea Camilleri. In Sicilia credono molto in lui, tant’è che in contemporanea a «Solo la pioggia» hanno pubblicato «Chi ha ucciso Sara?», già edito nel 2009. E’ lo stesso romanzo ma anche no: Longo in pratica lo ha riscritto, mettendo mano alla parlata del poliziotto Acanfora. Pronti qui a scommettere che sentiremo ancora questo nome. Presto.  

«Solo la pioggia», 2021, di ANDREJ LONGO, ed. Sellerio, 2021, pag. 165, Euro 14,00.

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