E venne il cyber diluvio…

Pubblicità

Di

Attacchi cibernetici alla Confederazione e alle FFS, un’enorme faciloneria nel sottovalutare i problemi legati all’hackeraggio informatico…siamo si fronte al diluvio senza accorgercene?

Accade così che ogni diluvio cominci con il sole alto e splendente, un cielo che pare terso, incolmabile di nuvole e ai margini dell’orizzonte uno sbuffo di vaporoso cotone, là lontano sui monti che s’avvicina e piano piano, sottovoce sibilando incomincia a sussurrare. 

Il sussurro del diluvio incombente ci racconta di cose esotiche, che non sembrano riguardarci di mondi complessi, costruiti accatastando montagne di 0 e 1, attaccati da bambini capricciosi a seimila chilometri da noi; il venticello va mormorando di ospedali francesi bloccati a mille chilometri da noi; sussurrio che va crescendo e sul Pizzo di Claro la nuvoletta lontana, lontana esplode in “Un tremuoto, un temporale, un tumulto generale che fa l’aria rimbombar.”

Ora il cielo è nero e quel mondo di astrusi codici comincia a piovere sulle nostre teste, ad allagare la strada sotto i nostri piedi, eppure, nonostante tutto, per noi è ancora un acquerugiola, innocua. Così in una spensierata indifferenza notiamo che:

– il sito della Confederazione deputato a raccogliere le domande di crediti Covid è stato subissato per 12 giorni da un’enormità di richieste online. Bombardamento che nasconde una forma di attacco informatico. Nulla di cui preoccuparsi. Con elvetica precisione ci informano che sono stati rubati 130 mila nomi di aziende assegnatarie di aiuti, e loro hanno prontamente disabilitato la pagina web. Prontamente! Dopo 12 giorni, ma i dati bancari delle aziende non sono stati rubati. (Una confidenza… non ditelo a nessuno: la fregatura del furto dati è che l’oggetto del furto rimane esattamente dov’è e non sempre si riesce a scoprire se sia stato rubato.)

– un ragazzo svela che riesce ad acquistare online i biglietti ferroviari senza pagarli grazie ad un complicatissimo attacco informatico che precisa il ragazzotto:

«Ho trovato un po’ strano anch’io che funzionasse davvero».

Questo arzigogolato e cervellotico magheggio costringe le Ferrovie della Stato ad ammettere candidamente che si c’è la possibilità di farsi rilasciare dal sistema dei biglietti senza pagarli e che loro non sanno come ovviare al problema, ma sul biglietto c’è scritto che se lo fai è una truffa…

Ah vabbè allora… … Mettiamo un bel cartello “Vietato Rubare” e siamo tranquilli!

– una nota banca riceve dal sottoscritto un avviso con il quale faccio umilmente notare che mettere lo schermo dei computer rivolto verso l’esterno con un bel vetro trasparente e pulito a separarlo dalla strada è un ottimo viatico per subire il più complesso degli attacchi informatici, il temutissimo “SHOULDER SURFING”, scritto, sottolineato, in grassetto, tutto maiuscolo e pure corsivo per far capire la tremendezza di questo attacco che vado ora testé a spiegare con un complicatissimo programma in Basic:

1 mettersi dietro ad una persona

2 allungare un po’ il collo

3 sbirciare cosa sta guardando o digitando

4  END

Mettiamola sul ridere, ma fornire a chiunque passi per strada la possibilità di leggere mail e dati bancari dei clienti non è un gran passo nella giusta direzione;

– il Tribunale Federale autorizza la sottoscrizione di servizi di outsourcing digitale con Alibaba.

STOP!

A parte che già l’assonanza del nome Alibaba, i ladroni, non è finita un granché bene che io ricordi.

A parte che il padrone di Alibaba, al secolo Jack Ma, dopo aver rilasciato una dichiarazione molto critica sul governo di Pechino, sparisce per mesi evidenziando un problema enorme delle aziende cinesi (do you remember Huawei?).

A parte tutto questo, non esiste in Svizzera qualcuno cosciente del fatto che insieme alla Russia il primo player mondiale negli attacchi informatici sia proprio la Cina? Nessuno che si ponga il problema che “outsourcing” significa fornire alla Cina le chiavi di accesso alle infrastrutture svizzere?

E si potrebbe continuare, ma la meteo non sembra poi così male; qualche goccia qua e là, un po’ di vento, solo attacchi informatici, poca roba, che sarà mai, mica nulla che influenzi le nostre vite. Del resto, nemmeno la pandemia di Covid sembrava un gran problema a inizio 2020, qualche articolo distratto che raccontava di un paese a ottomila chilometri dal Ticino, poi da Roma, poi dalla Lombardia e poi pian piano ci siamo trovati chiusi in casa.

Sta cominciando a piovere sui monti e noi intervistiamo l’immancabile giornalista che conosce la differenza tra ON e OFF; l’autorevole fonte della Supsi, esperta, ma di una cosa ben precisa; oppure, offriamo grazie all’esercito un corso di un giorno, che però proseguirà online, per preparare le future reclute ad un “attacco cibernetico” (sigh! Citazione dalla Regione di un paio di giorni fa).

Poche gocce, lasciate perdere gli ombrelli e comprate le canoe, nel frattempo io ordino insalate di matematica.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!