Il NYT bacchetta Virginia Raggi

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Per il New York Times, per quello che viene considerato da sempre come il quotidiano statunitense più importante e autorevole, vincitore di più di 100 premi Pulitzer, la faccenda è chiara. Lui non ha dubbi. La sindaca Virginia Raggi (ormai ex) “ha fallito nel tentativo di arginare il degrado della città di Roma“. Un giudizio severo che però è indicativo del pressapochismo e dell’approccio dilettantesco con cui, parte degli eletti del Movimento Cinquestelle, una volta ritrovatisi in plancia di comando, hanno dovuto fare i conti.

E visto che, prima o poi, i nodi comunque vengono al pettine, ecco che la non rielezione della Raggi corrisponde anche alla sonora bocciatura di un modo di fare politica ormai definitivamente alle corde. Il NYT, all’indomani dei risultati del voto nella capitale italiana ha sottolinea come, la sindaca, “salita al potere cinque anni fa promettendo un cambiamento di passo, non è stata in grado di arginare il degrado dei servizi e della qualità della vita, che sono diventati un segno distintivo della capitale“.

Pur avendo avuto il merito di essere stata la prima donna a governare Roma, e il sindaco più giovane della Città Eterna, la povera Virginia “è stata associata al declino della città, guadagnandosi (insieme al suo partito) una reputazione di incompetenza a livello nazionale”. Del resto, se un tempo lei era tra le figure di spicco del partito che si opponeva alle élite e ai politici di professione, una volta cimentatasi con i problemi reali ha purtroppo saputo dimostrare di non essere all’altezza del compito affidatole e, com’era prevedibile, questa mancanza l’ha pagata a caro prezzo.  

 “I problemi della città si sono accumulati sotto il suo sguardo – scrive il quotidiano newyorkese – così come la spazzatura non raccolta, che ha attirato stormi di gabbiani, corvi e persino cinghiali affamati. Un’epidemia di buche non vede soluzioni all’orizzonte. Gli autobus pubblici hanno preso fuoco e alcuni ciclisti si sono lamentati del fatto che le piste ciclabili create dal sindaco fossero pericolose e mal tenute”. Certo, in questo momento, attaccare la Raggi è un po’ come sparare sulla Croce Rossa, visto il recente esito delle urne.

A sua discolpa c’è da dire che, nel 2016, quando fu eletta, Roma era già una città sull’orlo del fallimento. Quindi, i problemi che in questi anni la giovane avvocata s’è trovata a dover affrontare sono stati, il più delle volte, da mani nei capelli. Così, malgrado la sconfitta ancora cocente, Virginia Raggi ha comunque combattuto la sua battaglia con grande determinazione, a viso aperto, assumendosi le proprie responsabilità. Quale sarà il suo futuro e se continuerà o meno ad avere un ruolo di spicco all’interno del movimento di Beppe Grillo è ancora prematuro dirlo, di sicuro, avendo compiuto da poco 43 anni, non è detto che come l’araba fenice non riesca, pure lei, a risorgere dalle proprie ceneri.    

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