Il soldino per un vaccino

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La notizia ha davvero fatto il giro del mondo. Un premio in denaro se porti un amico a vaccinarsi. È la strategia sulla quale ha deciso di puntare il Consiglio federale. Tu mi convinci, manco fossi un venditore di pentole porta a porta, e per questo verrai premiato con un bel buono da spendere dove meglio credi. Cinema o ristorante, vedi tu. Una tecnica che è già piuttosto diffusa nel mondo del commercio. Per ogni nuovo vaccinato avrai un premio. Portarci un amico, dai, e in cambio riceverai cinquanta bei franchetti. E, chissà, forse – ironia a parte – c’è davvero bisogno di provarle tutte pur di contrastare la straordinaria resistenza di taluni al non vaccinarsi. Anche una piccola ricompensa per chi riesce a convincerti che ne valeva davvero la pena potrebbe essere utile. Staremo a vedere. 

Questo piccolo incentivo tutto elvetico e solo l’ultima delle trovate fin qui escogitate dal nostro esecutivo per convincere più cittadini possibili a immunizzarsi. Una nuova mossa che arriva dopo quella di togliere, a partire dall’11 ottobre, i tamponi gratuiti per i maggiori di sedici anni e per chi ancora non si è fatto almeno la prima dose. Del resto il consigliere federale Alain Berset, non ci ha mica girato intorno, la percentuale dei vaccinati, qui da noi, è ancora troppo bassa. E a tal proposito probabilmente basta ricordare come, per settimane, in classifica ce la siamo giocata in un testa a testa con la Birmania. 

A tutto questo va aggiunta l’ambiguità di alcune forze politiche e dei loro esponenti che non si fanno alcun scrupolo a remare contro le proposte e i provvedimenti fin qui messi in capo per arginare la diffusione del virus. “Io non mi farei vaccinare nemmeno per un milione di franchi”, ha detto, tutta fiera della propria affermazione, la consigliera nazionale UDC Yvette Estermann. Una che da quando è maggiorenne racconta di essersi sempre curata scegliendo la medicina alternativa. Estermann che, guarda caso, non crede al fatto che il premio di cinquanta franchi servirà a molto, anzi, un po’ come nelle vendite porta a porta la consigliera nazionale teme che si assisterà a una caccia del non vaccinato pur di riscuotere il premio in denaro. 

Intanto però, se in Italia ci si prepara a festeggiare per il traguardo dell’80% di popolazione vaccinata, rispetto ai vicini europei, la Svizzera resta con un tasso di vaccinazione ancora troppo basso. Meno del 60% degli svizzeri è vaccinato con due dosi. E sempre stando ai dati diffusi da Berset, in Svizzera, ogni ricovero costerebbe circa 50mila franchi, mentre per i tamponi il governo sborserebbe attorno ai 50 milioni di franchi ogni settimana. La Svizzera, rispetto alla campagna vaccinale, per ora si è dimostrata fin troppo timida. Ecco svelato il perché di un bonus di cinquanta franchi quale incentivo per combattere la diffusione del Covid e magari sconfiggere anche la paura o la tracotanza di chi finora si è tenuto a debita distanza dal vaccino.

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