Il tonfo della Lega, bye bye Cinquestelle

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Oggi, in Italia, al termine del primo turno delle elezioni amministrative, è già possibile tracciare il bilancio di una battaglia elettorale che ha visto la destra e la sinistra sfidarsi sul terreno delle quattro più grandi e popolose città della Penisola: Roma, Milano Napoli e Torino. La sinistra ha vinto facile a Milano e Napoli dov’era alleata con i Cinquestelle (a cui si aggiunge anche il successo conquistato a Bologna) e andrà al ballottaggio a Roma e Torino. Dal punto di vista politico, c’è senza dubbio la significativa battuta d’arresto della Lega a trazione salviniana e il drastico ridimensionamento del movimento fondato da Beppe Grillo. Il vero trionfo è stato però quello dell’astensione. Un solo elettore su due è andato a votare.

Disfatta del centrodestra. Il crollo dei sovranisti. Caduta dei populismi, rivincita del Partito democratico. Sono solo alcuni dei titoli dei principali giornali italiani di oggi che già ci danno un’idea e il sapore di quale sia stato il risultato del più recente test elettorale tenutosi oltreconfine dove si è tornati alle urne tra domenica e ieri. “La destra è battibile, uniti vinciamo”, ha detto Enrico Letta, il segretario del PD, che ha aggiunto “Questa grande vittoria del PD e del centrosinistra rafforza l’Italia e il governo, siamo tornati in sintonia con il Paese”. 

Un’unione che invece non c’è stata nel centrodestra dove, tra l’altro, si registra il sorpasso della Lega ad opera di Fratelli d’Italia che diventa così il primo partito della coalizione. Un voto che ribalta i rapporti di forza e che premia l’opposizione dura e pura al governo Draghi portata avanti da Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni supera quello di Matteo Salvini quasi ovunque, con numeri a Torino sette volte maggiori di quelli registrati nel 2016, cinque volte a Bologna e quattro a Milano. 

La Lega è andata male nelle grandi città, raccogliendo percentuali quantomeno deludenti. A Milano, per esempio, ha ottenuto l’11%. Un risultato molto simile a quello delle elezioni amministrative del 2016, distante anni luce dal 27% registrato alle Europee del 2019. Segno del fallimento personale di Matteo Salvini e della sua linea politica. Il cerchiobottismo degli ultimi mesi, in cui è stato sia uomo di governo che d’opposizione, evidentemente non ha raccolto i frutti sperati. 

E a smascherare il doppiopesismo leghista, proprio a ridosso del voto, ci ha pensato la vicenda del compagno di merende social di Salvini, quel Luca Morisi beccato con della cocaina e che, per anni, proprio grazie ai social, ha gettato fango sugli avversari politici del Capitano rafforzandone la popolarità. Un consenso sbriciolatosi impietosamente. Comunque non siamo ancora ai livelli del disastro Cinquestelle che, con questo voto, raggiungono il loro minimo storico, perdendo il proprio sindaco sia a Roma che a Torino.   

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