La mamma morta, l’armadio e la pensione

Pubblicità

Di

Di mamma c’è n’è una sola, e anche quando viene a mancare per morte naturale a qualcuno non pare poi così innaturale attenuare il profondo dolore del distacco. Tenendosela ai piedi del letto, sigillata per bene in un involucro salva odori non distante dalle delle cravatte buone, per un paio d’anni giusto  riannodando la vicinanza degli affetti e ritirando mensilmente una discreta pensione.

La truffa non rappresenta una novità in assoluto ma rientra pur sempre nel filone della “creatività del dopo” , dentro la macabra casistica degli occultamenti di cadavere piuttosto insoliti, svicolandosi dai  retorici cortei funebri e dalle vastità dei cimiteri che non finiscono mai di ingoiare la gente che se ne va all’altro mondo, derubata fra l’altro del sacrosanto diritto di percepire un sudatissimo vitalizio statale per finanziare le manutenzioni di arpe e di ali , perché l’Aldilà sarà anche rilassante ma non contempla prebende o mancette.

Il fatto è accaduto a Buccinasco, nel formicolante hinterland di Milano e il protagonista dell’impegnativa “archiviazione” è un cinquantenne senza alcun precedente penale ma con un’evidente propensione al venale.

Il birbante è stato denunciato a piede libero per occultamento di cadavere e truffa aggravata ai danni dello Stato.

Il particolare sgradevole, ovviamente per lui, nasce dal fatto che tutto sarebbe continuato nell’ordinata remunerativa flemma dei mesi che scorrono se la sua velenosa compagna della vita, un vero cobra in certe circostanze, non si fosse recata alla caserma dei carabinieri di Pavia per denunciare i nerissimi contorni dell’accadimento. Mai cedere alle confidenze eccessive, sussurrandole magari all’ombra di un cuscino a una convivente maledettamente fedele al principio dell’etica e del retto comportamento.

Non è stato affatto piacevole assistere all’irruzione di tre assatanati in divisa che si sono fiondati verso un capiente armadio di puro noce massello, non una robetta da svendite ma un pezzo unico, abilitato a conservare pantaloni e calzini oltre che una mamma semimurata e avvolta in un sacco di plastica, saggiamente ricoperto con uno strato di argilla e di legno.

Ai militari del nucleo investigativo di Milano, alla presenza del solito invadente medico legale, non è risultato poi così difficile individuare l’artigianale confezione da dipartita che è stata consegnata agli specialisti del laboratorio di antropologia e odontologia forense di Medicina Legale.

La procura ha ovviamente disposto l’autopsia sul cadavere della anziana da tempo defunta e da tempo confinata in una sorta di loculo familiare, nella confidenziale atmosfera di un appartamento che è finito sotto sequestro al pari dei conti correnti del figlio cinquantenne tradito da un Giuda in gonnella.

Il reprobo sta patendo le pene dell’inferno soprattutto considerando che dal gennaio 2022 la sommetta permanente della genitrice avrebbe subito una piccola indicizzazione verso l’alto, un gradevole arrotondamento insomma, mentre lo svelamento della innocente truffa comporta ora uno sgradevole smaronamento. 

Così va la vita, quando il cadavere è fuori posto.  

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!