Le castagne nella padella incantata

Pubblicità

Di

Mio bisnonno Pietro, dopo la sua prima mezza vita spesa a fare il cavatore di ghiaia, risalendo la corrente verso le due di notte con le sue manone sfrigolanti a trascinare il barcone che arrancava grazie alle grosse funi fissate a un palo posto sulla prua, decise, all’alba dei  quaranta anni suonati, di intraprendere la borbottante carriera del caldarrostaio, benemerito giocoliere nell’infilare marroni roventi dentro un artistico cono di carta alimentare.

Nel dialetto delle mie origini “Al castagner” , che suona un poco francese e un poco piacentino, spandendo il crepitio caratteristico della Pangea delle lingue, lo distingui per classe e per censo nel momento in cui cava i suoi gioielli dal braciere “sensa scutass”.

Pietro ha sempre considerato la castagna una sorta di levigatissima principessa, prima da baciare per strapparla dal malefico sortilegio del riccio e poi da strippare, incidendola con un coltellino bene affilato, 

affidando la diagonale tracciata sul dorso secondo le esoteriche regole dei segmenti di un presunto teorema.

Da possente autodidatta, sempre curioso come una scimmia dalla memoria rampicante, amava frequentare una botteguccia dalle piccole finestre dove il pavimento era cosparso di trucioli di melo e di olmo: quello era il regno incontrastato della sapienza, espressa da “Tarcisio il carradore” , che illuminava a tutto tondo le moltitudini degli incolti mentre aggiustava carri e ruote, intendendosela con un vecchio tornio a pedale e mollando mostruosi colpi di martello ai cerchioni, quando il ferro era ancora caldo.

Chissà quante volte divamparono incruente dispute sul fatto che Herman Hesse se ne uscisse con un tormentone che suonava, più o meno, con una tiritera che gira ancora oggi anche dalle parti del grigionese, poiché il mondo, a voler ben vedere, è davvero troppo piccolo “Mangia e rimangia le calde ballotte ,e quando non ce ne sono più, schiatta l’asino e quello che c’è su “.

Mi sentirei di escludere che dopo aver dedicato al castagno “solitario figlio del Sud” l’apertura  del suo “Narciso e Boccadoro”, dove troneggia il monumentale albero che sorveglia l’ingresso del seminario di Maulbronn, nella Germania meridionale, al grandissimo scrittore montasse l’estro di “blablare”, a libero bernoccolo, un nonsenso non certo da Nobel.

E se a Tarcisio Carradore capitava l’ardua impresa di riparare il landò di un latifondista dalla testa fuoripista, facendosi montare la mosca e il calabrone al naso, a mio bisnonno correva l’obbligo di stemperare la tensione ritornando ai fasti di Vincent Van Gogh , ritornando in quella “Strada con castagni in fiore” dipinta dentro la vita di provincia di una rilassata Arles .

Sgorgavano supposizioni esagerate sulla tiepida giornata di primavera che induceva la signora a passeggiare con l’ombrellino rosso , una purpurea aureola nella intenzione pittorica, forse sbocciata dalla sua pazienza “nel togliere le castagne dal fuoco” delle vivacità dei bambini che la accompagnavano : e intanto i due innamoratini sulla panchina parevano destinati ad aspettare, fra un miliardo di baci e cento promesse, l’appropinquarsi dell’autunno con cesti zeppi di “mondelle, le belle fra le belle”.

Al mio bisnonno pare scappasse regolarmente il detto, a maturazione quasi ultimata, quando il riccio si apre per sbirciare il sottobosco mostrando il  malloppo di lucidate e levigate groppe, un ammirato “Sembra che comincino a sorridere” , che tradotto in italiano è meno musicale ma comunque festoso.

Lui era in fondo un inguaribile poeta , voglioso di apprendere e di imparare le fascinazioni della letteratura e della pittura , nella trepidante attesa che  i primi frutti cascassero non troppo precocemente, dentro un fruscio ammorbidito dal fogliame , per non meritarsi il biasimevole termine di “crodelle”

Le castagne in fondo, al pari degli asparagi, racchiudono il potere di riaffermare l’ immortalità dell’anima.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!