L’ultima conferenza degli uomini

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Io non vi voglio spaventare. La terra continuerà a esistere. In fondo noi esseri umani siamo solo un minuto nell’enorme Era giornaliera del nostro pianeta. Se noi non ci saremo più, batraci, ratti o scarafaggi prenderanno il nostro posto.

Siamo polvere di stelle, al 93%. Carbonio, azoto, ferro, hanno vagato nello spazio per ere inimmaginabili, si sono raccolte in grumi nello spazio dando vita ai pianeti. Da lì, alla vita è stato un attimo: qualche miliardo di anni.

Ma i nostri corpi, contengono quei materiali, che dall’inizio del mondo fanno parte di tutto. Polvere di stelle, per buona parte proveniente da altre galassie, luoghi che nemmeno viaggiando alla velocità della luce per decine di migliaia di anni riusciremmo, oggi, a raggiungere.

Se il clima cambia, uragani e cicloni devasteranno le coste, se gelate assurde annichiliranno regioni, se caldi mordaci arroventeranno interi stati, noi magari scompariremmo. La vita no, quella è tenace e tosta, Se ci sono batteri che vivono a 8° gradi vicino a fumarole sottomarine, la vita ci sarà sempre. E se scomparirà dal nostro pianeta, tornerà ad essere polvere di stelle vagante nello spazio, alla ricerca di ricostituirsi per creare qualcos’altro.

Dal 31 ottobre al 12 novembre, a Glasgow, i grandi della terra si incontreranno per l’ennesima volta. Sul piatto non ci sono tartine, ma la nostra sopravvivenza. Già soprannominata la conferenza “più importante di sempre”, affronterà i cambiamenti e il riscaldamento climatico che sta facendo già prepotentemente sentire i suoi borbottii. Le estati africane in Canada e gli uragani nel mediterraneo sono solo l’inizio di un trend che ormai non è più discutibile.

L’ignavia umana, l’incapacità della nostra specie di affrontare le minacce future è lì in tutta la sua evidenza.

Alla COP26, (la ventiseiesima Conference of the Parties) parteciperanno 197 paesi (coloro che hanno firmato la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici).

Tra loro i giganti dell’inquinamento e coloro che sono già da decenni più virtuosi. Sappiamo già però che ne Putin né Xi Jinping ci saranno, questa defezione, non fa ben sperare, visto che i due paesi sono anch’essi tra i maggiori inquinatori insieme agli USA, che saranno invece presenti con Biden e Obama.

Decine di conferenze sul tema, ci hanno insegnato purtroppo che la politica miope del tornaconto sia finanziario che elettorale, frena qualsiasi azione drastica, azioni che, a questo punto non dovrebbero essere un’opzione. Il mondo, la gente, deve chiedersi cosa desidera, se una lenta agonia o una reazione che cambi il mondo in meglio. Sempre che sia ancora possibile. Churchill nella seconda guerra mondiale, chiese agli inglesi un’ipoteca da pagare in lacrime e sangue, senza edulcorare l pillola. 

Il passaggio ad auto elettriche, un ridimensionamento dei voli aerei e ai viaggi navali, un drastico limite al consumo di carne sono ormai un imperativo a cui non si più più sfuggire.

Oggi la pillola è ancora più grossa, e fa sembrare un conflitto mondiale un salasso decoroso da pagare. I prossimi decenni vedranno devastazioni inenarrabili, spostamenti di milioni di disperati migranti climatici, gente che non cercherà lavoro, ma sopravvivenza. 

L’umanità rischia di involvere su se stessa e di scomparire. E allora potremo davvero dire, anche se non ci sarà più nessuno ad ascoltare e uno scarafaggio scorrazzerà sul cranio dell’ultimo sopravvissuto, che è stata solo e unicamente colpa nostra.

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