Nirvana, la rabbia giovane

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Era il 10 settembre di trent’anni fa quando venne lanciato il singolo “Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana, canzone che era anche il brano d’apertura del loro secondo album intitolato “Nevermind”. Un inno alla ribellione che “odora di spirito adolescente”, accompagnato dalle immagini di un video musicale con Kurt Cobain, Dave Grohl e Krist Novoselic a esibirsi nel bel mezzo di una palestra attorniati da una folla di ragazze e ragazzi. Un video musicale che inizialmente esplose grazie ad MTV e che, oggi, è fra i pochi ad aver superato il miliardo di visualizzazioni su Youtube e di ascolti su Spotify.  Tutto ciò è accaduto nel breve tempo di una canzone giocata sull’alternanza di strofa e ritornello, con il ritornello che è il tripudio, la felicità alterata da festa del liceo e le strofe, invece, che sono l’hangover del giorno dopo. 

Il 29 settembre del 1991, il video di “Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana viene presentato in anteprima nel programma di musica alternativa “120 Minutes” di MTV, il canale televisivo musicale che in quel periodo andava per la maggiore. Un passaggio televisivo, negli anni a seguire, avrebbe segnato l’inizio dell’ultima grande resurrezione del rock, inaugurando un nuovo corso culturale che a partire dalla musica di quella semisconosciuta band di Seattle (peraltro città natale di una leggenda del rock del calibro di Jimi Hendrix) avrebbe definire un’intera generazione, la cosiddetta Generazione X.

Quel giorno però, fu solo un altro video di un’altra domenica sera come tante, e nessuno, neppure il presentatore di “120 Minutes” Dave Kendall, s’ accorse del potenziale esplosivo di “Smell like teen spirit”. “Devo dire, in tutta onestà, che avendo ascoltato quel disco e visto quel video, non immaginavo affatto che sarebbero stati enormi così come lo erano“, racconta oggi Kendall. “Sono rimasto molto, molto impressionato. Mi sono commosso vedendo quel video dei Nirvana, ma davvero non avevo idea che sarebbe esploso nella misura in cui lo ha fatto. Questa è la verità“.

E invece quella canzone è diventata nel giro di pochissimo tempo l’inno di un’intera generazione, spazzando via i Michael Jackson e tutto il pop commerciale che imperversava nelle classifiche musicali di quel periodo. Con un video davanti al quale non potevi restare indifferente, dovevi fermarti e guardarlo. “Caricate le pistole e portate gli amici. È buffo perdere e fingere. Lei è arcistufa e sicura di sé. Oh no, conosco una parolaccia”. “Load up your guns and bring your friends. It’s fun to lose and to pretend. She’s over bored and self-assured. Oh no, I know a dirty word”. 

Erano queste le parole, la formula magica di “Smells Like Teen Spirit”, parole grazie alle quali tutti noi abbiamo varcato la soglia entrando nel mondo musicale dei Nirvana (capaci di unire i Black Sabbath ai Beatles) e del suo leader Kurt Cobain. Un giovane angelo dai capelli biondi e spettinati a coprirgli la faccia. Kurt che cantava a squarciagola, come se non ci fosse un domani, come se quello fosse il suo ultimo grido e poi ciao. “Mi sento stupido e contagioso. Siamo qui, intratteneteci”. “I feel stupid, and contagious, here we are now, entertain us”. Stupidi e contagiosi, manco fosse una profezia del presente.

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