No vax, è ora di fare i distinguo

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Tutti nemici? No. Ci sono persone con cui riesci a parlare, che hanno le loro idee, condivisibili o meno, ma che non usano aggressività, violenza e ossessione come armi vere e proprie. 

Qualche giorno fa, mi sono permesso uno sfogo personale, sulla mia pagina. Non sopportavo più quei beoti che condividevano meme e foto con rimandi al nazismo e ai campi di concentramento. Lo stesso vale per coloro che oggi inneggiano a leader dell’estrema destra solo perché condividono il loro pensiero o perché astutamente cavalcano la tigre di un malcontento che è sempre più esiguo, visto che ormai quasi l’80% della popolazione è vaccinata. 

Il mio sfogo, che nasceva da un’indignazione profonda, verteva sul rispetto e sulla proporzione. Vedere i “poveri” portuali di Trieste col rosario in mano e paragonarli ai morti dei campi di sterminio, mi ha fato salire il crimine. Anche perché gli altri portuali, come quelli di Livorno, hanno risposto: “Il problema è che manca il lavoro, non il Green pass”. Ecco cosa ho scritto: 

Per questo litigo

La cosa ridicola è che chi non vuole vaccinarsi lo posso capire. Che non capisco e mi fa invece incazzare è chi paragona le misure di contenimento sanitario al nazismo, con immagini di Goebbels e di ebrei nei campi di sterminio o di stelle gialle cucite ai baveri.

Beh…se non ti hanno mandato al confino in un isola, se non sei finito in un campo di concentramento a vedere morire la tua famiglia di inedia giorno dopo giorno, se non ti hanno strappato le unghie o attaccato elettrodi ai capezzoli, se non hai sentito urlare i tuoi compagni mentre giacevi terrorizzato un una cella buia senza vestiti, se l’ultima cosa che hai visto non è stata una fossa comune mentre cadevi sopra gli altri corpi con una pallottola nella nuca, se non sei bruciato vivo in una sinagoga mentre sentivi i boia che ridevano fuori, se non hai fatto da scudo alla tua bambina mentre i nazifascisti sparavano al gruppo di civili in cui avevi la sfortuna di essere finita, se non ti sei suicidato per non cadere in mano ai repubblichini che ti avrebbero tagliato la lingua e cavato gli occhi su una collina del Piemonte, se non sei morto graffiando le pareti di cemento in una camera della morte a Birkenau, …allora, per favore, stai zitto.

Stai zitto per rispetto a tutte queste persone, Stai zitto per il dolore che evochi a sproposito. Stai zitto anche solo per le migliaia di morti per Covid nelle nostre regioni. Se paragoni il certificato Covid al nazismo, non solo non hai capito nulla della vita, ma sei una persona intellettualmente disonesta, vile e priva del senso delle proporzioni. 

E allora sei mio nemico.

E questo non c’entra nulla con il non volersi vaccinare, non c’entra con l’avere dubbi. Questa è scientemente violenza nei confronti di chi la pensa diversamente da te e si è vaccinato, ma soprattutto denota un profondo disprezzo per la vita e un’ignoranza mostruosa e colpevole della storia. E mettiamoci pure dentro quelli che hanno detto a Liliana Segre: “Vergognosa, dovrebbe sparire”, lei superstite di quella drammatica mattanza, solo perché è favorevole al green pass. Gli stessi che invocano le similitudini col nazismo, sono quelli che vorrebbero fare sparire l’ultima ebrea, l’ultima testimone di orrori laceranti come filo spinato.

Per questo litigo, mi arrabbio, non lascio correre. Non alimento una guerra tra due fazioni, rivendico il diritto di una vera libertà, una libertà di pensiero che non abbia pastoie “religiose” e fissazioni paranoiche, una libertà che sia frutto di un pensiero di vita, e non rigurgito degli ultimi due anni di frustrazione. Un pensiero che lotti per il clima, la pace nel mondo, la fine della fame, il diritto alla vita decente, a salari decorosi, a cure per tutti. Non il diritto di andare al lavoro senza farmi il tampone. 

Chiamare dittatura una delle più antiche democrazie del mondo non solo è ridicolo, ma offensivo e meschino. Io che ho sempre protestato, lottato per i diritti miei e degli altri, disconosco coloro che per un egoistico pro saccoccia e un momento di gloria fugace, si ergono a difensori di una presunta libertà che non hanno mai invocato fino a ieri, quando fare parte del “sistema” gli andava benissimo.

Scusate lo sfogo, lungo e probabilmente inutile, ma ogni tanto ci va.”

La cosa che mi ha stupito dopo aver scritto e pubblicato questo testo, è il consenso dei miei amici su Facebook, ma soprattutto la scrematura che ho cominciato a intravvedere tra i contrari al vaccino. Persone che conosco e che stimo (e contrari al vaccino), che capivano il mio sfogo e si dissociavano pur mantenendo le loro idee. Questa è dignità, e per questo faccio i dovuti distinguo.

Da soli rimangono quei poveri pazzi, che sono disposti anche a tirare in ballo il ministro della propaganda del Reich o i poveri cadaveri ambulanti dei campi di sterminio. Sempre più isolati, urlandosi addosso come pazzi la loro fede, una fede che sì, non è né di destra né di sinistra, semplicemente perché non ha la capacità di distinguere. E allora Che Guevara va citato insieme a Goebbels se parla di libertà. 

Molti sono stanchi, io anche. Di fare attenzione, di disinfettarmi le mani, di mettere la mascherina. Voglio che questa storia finisca, e chi inneggia alla “libertà” me lo sta impedendo, lo sta impedendo a tutti noi, inventandosi notizie false, statistiche campate in aria e negando l’evidenza, che vede scendere i contagi.

Io continuerò a discutere, a confutare le fake news e a eliminare quelli che continuano a spammare cretinate. Anche se so comunque che il tempo li cancellerà dalla Storia, chiudendo un capitolo, come sempre triste, dove in nome della libertà, si portano avanti idee distorte ed egoiste.

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