Non sono casi isolati

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Ieri ho avuto una giornata veramente impegnativa. Sveglia alle 6, come sempre. Fisioterapia alle 8. Dalle 9 alle 19 numero 0 di un nuovo programma che scoprirete presto. Alle 20.30 incontro docenti-genitori per la scuola di Sofia. Rientrato a casa alle 22.30. Mezz’ora dopo ero a letto. Veramente stanco.

23.50 mi arriva il push di Solduno. Un tizio ha sparato alla sua ex.

Se confermato entrambi hanno 22 anni.E invece di dormire ho iniziato a pensare. Un altro (tentato, e speriamo davvero che lo resti) femminicidio.

Una parola che sentiamo spesso, troppo spesso, ma che colpisce veramente solo quando succede praticamente sottocasa.

In noi maschi ci dev’essere qualcosa che non va. Davvero io non capisco: se una mi lascia, per forma mentis, io penserei che quello sbagliato sono io. Se proprio-proprio potrei pensare al suicidio, mica ad ammazzare lei.

Eppure, quest’anno, in Svizzera, leggevo poco tempo fa, abbiamo già battuto il triste record.

Uccidere una che non ti vuole più io non riesco ad interpretarlo diversamente che pensavi che fosse una tua proprietà. O sei mia o di nessuno. Ma allora, mi chiedo: in cosa noi saremmo diversi da chi impone il burqa alle donne, impedisce loro di studiare, di avere una carriera e via elencando?

E attenzione: qua non sono più casi isolati. Siamo a due femminicidi alla settimana, più o meno.

Facciamo un gran parlare di parità, diamo una (per me eccessiva) importanza alle parole. Agli “amiche ed amici”, alle “architette”, alle “membre”. A parer mio non bisognerebbe tanto agire sulla parità, quanto sulla valorizzazione della diversità. I problemi sono altri. Il problema è che “avere le palle” è ancora considerato un valore. Significherebbe essere coraggioso, impavido. E che dire di “virile”?

Sono questi, a mio parere, i luoghi comuni su cui bisogna agire. Non la declinazione al femminile di ogni singola parola (che pur non mi infastidisce).

Il fatto è che il problema è tutto maschile. Piaccia o non piaccia. La violenza è maschile. Di quante serial killer donne avete sentito parlare?

Gino Ceschina

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