Se anneghi sei un irresponsabile

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Gli annegamenti recenti nei nostri laghi, che hanno allungato la dolorosa lista dei morti rapiti dalle nostre acque e che hanno coinvolto praticamente solo stranieri, non meritano evidentemente che il comune di Lugano si attivi.

Nonostante la campagna shock della società di salvataggio, campagna che ovviamente raggiunge solo certe fasce della popolazione, c’erano stati tre morti in una sola settimana. (leggi qui sotto)

Una buona fetta di questi annegamenti, erano avvenuti alla foce del Cassarate. Un grande classico nelle foci dei nostri fiumi che si gettano a lago. La massa dei sedimenti si spinge al largo mantenendo l’acqua bassa, per poi crollare precipitosamente verso il fondo quando i sedimenti raggiungono il loro limite naturale. Allora la fine della massa di detriti, diventa come la trappola di un formicaleone: la sabbia scivola sotto i piedi e ci trascina verso il fondo, che a quel punto può essere profondo anche decine di metri. 

Dopo la paurosa serie di annegati di questa estate, il PS cittadino aveva posto una serie di domande al Municipio, chiedendo maggiore informazione e interventi puntuali per evitare altri morti. Il 5 luglio il PS inoltrava una mozione che chiedeva. 

“… un credito per implementare un piano di informazione e prevenzione rivolto agli utenti. Lo scopo era di aumentare la sicurezza degli utenti, considerando anche l’importanza del turismo a Lugano. Ricordiamo che purtroppo dopo il deposito della mozione vi è stato un altro annegamento il 15 agosto 2021.”

Tanto più che nelle discussioni seguenti ai fatti, Daniele Bisang, presidente della Società svizzera di salvataggio per la regione Sud, aveva dichiarato che alla foce si sarebbe dovuto assumere un bagnino. È infatti ormai prassi consolidata, sia per i luganesi che per i turisti, gremire la spiaggetta che si allarga alla foce rinaturata del Cassarate.

Verso la fine di settembre però, il municipio decide che la mozione deve essere respinta. Per il comune, l’informazione è sufficiente. Un evidente corbelleria, soprattutto se si tratta di un richiedente l’asilo Eritreo, che non solo non conosce il territorio, ma nemmeno la lingua. Infatti, gli ultimi morti annegati, sono quasi esclusivamente richiedenti l’asilo o stranieri. Scrive il Municipio:

“…La Commissione cantonale acque sicure conferma che la Foce del Cassarate non è da considerarsi luogo pericoloso e che la balneabilità è consentita in quanto ossequia tutti i presupposti dell’art. 77 dell’ONI (ordinanza della navigazione interna). Dopo attenta analisi dei 6 annegamenti avvenuti negli ultimi 16 anni, sostiene che la causa principale di questi eventi sia essenzialmente il comportamento poco responsabile e poco scrupoloso da parte dei bagnanti.”

E bella forza, non è di certo venuto uno squalo bianco a portarseli via. Alla base di un annegamento c’è spesso l’”irresponsabilità del bagnante” o la poca conoscenza dei luoghi, ma questo non vuol dire che un posto non è pericoloso. 6 annegamenti in 16 anni, solo alla foce del Cassarate, sono dannatamente tanti. Se fossero incidenti stradali si penserebbe concretamente di mettere in sicurezza il tratto e non si parlerebbe di “irresponsabilità” dei conducenti.

Per cui la città, che è tanto solerte nel demolire spazi autogestiti mobilitando centinaia di poliziotti per la manifestazione dei molinari, non intende spendere un copeco per un bagnino.

Tutto bene fino al prossimo morto. Probabilmente un altro povero disgraziato irresponsabile.

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