Troppi sottomarini nel Mar Cinese

Pubblicità

Di

Da qualche tempo circola una domanda scomoda e imbarazzante: ma le acque del Mar Cinese Meridionale saranno mai in grado di ospitare l’overdose dei nuovi sottomarini di Pechino? 

Intanto il quesito getta sul tavolo verde le torride fiches della questione taiwanese, nel bailamme di un poker dove il presidente cinese Xi Jinping pare sfregare con le dita una scala reale di cuori.

I pescioni a propulsione nucleare Type 094 di ultimissima generazione, concepiti per il lancio di missili balistici perfettamente in grado di raggiungere le coste degli Stati Uniti, stanno vivendo una fase di ulteriore configurazione che dovrebbe conferire loro  maggiore silenziosità negli spostamenti e una batteria di diabolici dispositivi elaborati per “mischiare le carte”, criptando i vari numeri di identificazione.

Alcuni analisti sostengono che il rischio di una scintilla di apocalittica portata non sia poi così remoto, valutando il proliferare delle inquietanti riprogrammazioni che dovrebbero garantire eruzioni di razzi –  chiamati  Julang – capaci di una gittata di oltre diecimila chilometri.

Il Mar Cinese Meridionale vive le giornaliere tensioni di confini graffiati e contesi, dentro una sfibrante disputa che rinvigorisce, di volta in volta, i toni urticanti che sono anabolizzanti di rivendicazioni e di contestazioni, di minacce gridate o sussurrate: “Quella isola è mia, molla l’isolotto, dagli allo scoglio!”.

C’è comunque ben poco da ridere e l’area maledettamente frequentata vive di pulsioni parabelliche, considerando anche il traffico da ore di punta di navi da guerra, incrociatori e portaerei mosse sulla indigesta scacchiera delle onde gialle dagli Stati Uniti, emulati negli ultimi tempi, da Francia , Germania e Regno Unito.

Pechino osserva come una cane da caccia, gonfiando la cornucopia delle contromisure drastiche, giusto per non trovarsi spiazzata nel caso si apra, anche incidentalmente, la distruttiva stagione del tiro al piccione. 

La partita è apertissima e gli Stati Uniti insistono con un evidente pressing sulla Cina, accumulando flussi di ghiotta salivazione davanti al piatto Indo-Pacifico.

Le super potenze mondiali amano vivere spesso sull’adrenalina di bracci di ferro più o meno stremanti,

il più delle volte portatori di bicipiti sgonfiati ma non bucherellati dagli obici .

Comunque , per stemperare un poco , ci infiliamo nello Yellow Submarine dei Beatles, successo planetario dal testo bizzarro, secondo alcuni malfidenti frutto di un trip di LSD,  per la moltitudine dei fans che amano la normalità molto più compostamente una canzone sintetizzata nei laboratori ad uso dei  bambini.

“Noi viviamo tutti in un Sottomarino giallo , e i nostri amici sono tutti a bordo e per lo più vivono nella porta accanto e la banda inizia a suonare”.

Se la provvidenziale inversione conducesse a una simile dimensione ritmica , a nessuno, dico a nessuno, neppure a un inguaribile mattocco, verrebbe in mente di affermare che nel Mar Cinese Meridionale traccheggiano troppi sottomarini gialli.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!