Le disavventure del no green pass Tuiach

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Di Fabio Tuiach avevamo già parlato. Un po’ perché macchietta, un po’ fanatico religioso, un po’ folle del suo. Un personaggio, il Consigliere comunale di Trieste, decisamente borderline.

C’è da dire che purtroppo, la meravigliosa città di Trieste, negli ultimi tempi non si è fatta mancare niente. Unica città rimasta alla destra alle ultime elezioni, Sede delle peggiori manifestazioni no vax e no green pass, capitanate dai portuali guidati da Stefano Puzzer. (leggi qui sotto)

Trieste era già stata regina delle cronache, per certe intemperanze tristi e meschine del suo vicesindaco, Paolo Polidorio, che nella foga della lotta ai senzatetto, aveva gettato d’inverno le coperte di uno di loro in un cassonetto. Atto piccolo ma crudele, che lo ha qualificato in tutta Italia. (leggi qui sotto)

Storia che ebbe un epilogo tra il ridicolo e il patetico: Il Polidori si era vantato sui social della sua impresa. Ironia della sorte volle che, documentandola, il Polidori si mettesse il cappio al collo da solo. I vigili urbani, non potendo fare altrimenti visto che le prove le aveva postate lo stesso Polidori sul suo profilo Facebook, lo avevano multato per 450 euro, la pena comminata a chi getta materiale non idoneo nei cassonetti.

Di Tuiach, ex militante di Forza nuova espulso poi pure dall’organizzazione fascista, avevamo già parlato appunto, a causa delle sue intemperanze, come la sua ostilità verso Liliana Segre, che aveva osato, a suo dire, insinuare che Gesù fosse ebreo. 

Tuiach, ormai indipendente e mollato da tutti a causa delle sue idee dementi, è logicamente salito a bomba sul carro dei no vax e dei no green pass. Ma fatale gli è stato questo amore. L’ex pugile, ex militante di Forza nuova, ed oggi ex dipendente dell’ALPT*, era presente alle manifestazioni al porto e poi in piazza unità d’Italia, la principale di Trieste. 

Essere idioti è un’arte, e modestamente Tuiach è un maestro: non solo era alle manifestazioni con gilet e logo della relativa azienda, resistendo pure alle forze dell’ordine, ma ci era pur essendo in malattia.

Il licenziamento in tronco era l’unica possibilità per qualunque azienda, senza tanti giri di parole. Una pratica che sarebbe immediatamente scattata anche da noi in Svizzera. 

Qui siamo oltre il “chi è causa del suo male pianga se stesso”, siamo a picchi di idiozia suicidale che lasciano veramente perplessi e che fanno seriamente dubitare della capacità di discernimento del Consigliere comunale fascista e filonazista.

Uno splendido esempio di come si possa, invece di capitalizzarla, gettare alle ortiche una carriera che poteva dare i suoi frutti: eletto alle amministrative per la lega in Consiglio comunale a Trieste nel 2016, campione italiano dei pesi massimi nel 2018, passa poi a Forza nuova (probabilmente la lega è troppo timida per il virile e volitivo pugile), salvo poi, appunto, finire in solitaria, proprio perché la sua stramba personalità gli rende virtualmente impossibile appartenere a qualsivoglia movimento abbia un minimo di logica nei suoi intenti.

Per dare una descrizione calzante di Tuiach, ci rifacciamo a un articolo dell’Huffington post: 

“ (…)Nel colorato mondo di Tuiach concetti eterogenei convivono senza frizioni: non esce di casa senza impugnare una corona del rosario ed esporre una gigantografia di Sant’Arcangelo indossando una maglietta inneggiando a Dio, un afflato mistico che non cozza con i confusi simboli con i quali si è fatto ritrarre durante le proteste: divisa da portuale, bandiera tricolore e scudo di plastica con la scritta SPQR. Né distingue il misticismo dal manifestare contro gli immigrati, dal negare il femminicidio (invenzione della sinistra), dall’attaccare gli omosessuali. Insomma, la sua è una presenza imbarazzante per il Consiglio comunale, che nel marzo scorso presenta due mozioni per rimuoverlo dallo scranno. Quantomeno inopportuno fu giudicata la foto di Hitler postata il 27 gennaio, Giorno della memoria.”

Oggi, alla serie di disavventure di Tuiach, aggiungiamo il licenziamento. Sperando di non sentire più parlare di lui e delle sue corbellerie.

* Agenzia per il lavoro portuale di Trieste

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