Da Zuckerberg a Murdock, i nemici della Terra

Pubblicità

Di

Chi sono oggi i più grandi “criminali” climatici? E qual è la portata dei crimini ambientali? Un recente rapporto dell’Interpol stima che, a livello globale, almeno il 40% dei conflitti interni abbiano a che fare con lo sfruttamento delle risorse naturali. Ma, ad allarmare ancor di più, è il fatto che un numero sempre maggiore di gruppi criminali stanno approfittando della povertà delle comunità locali per spingerle a commettere reati quali il bracconaggio, il taglio di alberi, la pesca illegale o l’estrazione abusiva di minerali. Ma ecco chi sono i principali nemici del Pianeta.

La criminalità ambientale è di portata transnazionale ed ha una natura insidiosa – ha affermato Jürgen Stock, segretario generale dell’Interpol – sottrae ai Governi entrate tanto necessarie, alle persone i propri mezzi di sussistenza e alle comunità pace e sicurezza.” Eppure la criminalità ambientale non arriva dalla Luna. È figlia del modello di sviluppo e di sfruttamento economico capitalistico. Quel modello che prevede una continua e costante crescita, come se la Terra e le risorse del nostro pianeta fossero infinite. E invece non è affatto così. Prima lo riusciremo a capire tutti e prima potremo forse porre rimedio ai danni fin qui prodotti.

Trasi munnizza e n’iesci oro”. Entra immondizia ed esce oro. Furono queste le parole dette nel corso di un’intercettazione telefonica, qualche decennio fa, da due boss mafiosi per spiegare fino a che punto lo smaltimento illegale dei rifiuti fosse una gallina dalle uova d’oro. Le principali attività della criminalità organizzata, in giro per il Pianeta, riguardano soprattutto il traffico di animali esotici (secondo solo a quello della droga), la cementificazione indiscriminata, il furto di reperti archeologici e, soprattutto, lo smaltimento illegale di rifiuti spesso tossici che, invece, non andrebbero in nessun caso dispersi nell’ambiente. 

Ma quando c’è da far soldi, non c’è morale che tenga. Figuriamoci quindi la salvaguardia dell’ambiente. Ultimo, in ordine di tempo, è il business della plastica. Anche l’enorme quantità di rifiuti plastici generati nel mondo è entrata a far parte delle attività gestite dalla criminalità organizzata. Il commercio e il trattamento illegale di questo rifiuti è ormai la nuova frontiera. Una “Plastic connection” che gestisce illegalmente la plastica che spesso viene dirottata verso quei Paesi asiatici con capacità limitate di gestione e applicazione delle normative sui rifiuti. E, lo sappiamo, l’inquinamento globale da plastica è oggi tra le principali minacce del Pianeta.

Ma a proposito dei maggiori inquinatori, a ridosso della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici del 2021, la cosiddetta Cop26, ciliegina sulla torta, negli Stati Uniti un’inchiesta giornalistica ha smascherato i dodici personaggi più potenti del Pianeta che stanno contribuendo in maniera significativa alla produzione di gas serra. Nella lista dei dodici maggiori “criminali” climatici figurano anche il magnate dei media Rupert Murdoch e Mark Zuckerberg, fondatore ed amministratore delegato di Facebook. Guarda caso il primo della lista è un certo Mike Wirth a capo dell’azienda petrolifera Chevron, seguito a ruota da Darren Woods, CEO di Exxon, una delle principali compagnie petrolifere statunitensi d’importanza mondiale che opera sul mercato europeo coi marchi Esso e Mobil. Così che si tratti di Matteo Messina Denaro o Mark Zuckerberg, la sostanza non cambia, soprattutto se di mezzo c’è da arricchirsi devastando l’ambiente. 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!