Hai il parabrezza ghiacciato? Niente passaporto svizzero

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Chiedere la naturalizzazione non è mica facile in Svizzera. Nonostante stuoli di UDC e consimili diano fiato alle trombe, spergiurando che naturalizziamo anche le rondini a primavera. La realtà è un’altra.

La notizia è di ieri. Uno straniero, sposato da 8 anni con una svizzera, chiede la naturalizzazione tramite pratica agevolata. Ne ha diritto, visto che è sposato da anni con una consorte elvetica.

A un naturalizzando viene però chiesta un’irreprensibilità che è ben lontana dall’essere raggiunta dalla maggior parte di noi svizzeri.

L’uomo, avente pendente una reprimenda da parte della polizia, si è visto dunque negare la nazionalità svizzera: guidava col parabrezza non completamente sbrinato. Quella che a noi avrebbe fruttato una multa scocciante e un pistolotto da parte degli agenti, diventa per uno straniero naturalizzando un impedimento insormontabile, che ritarda di addirittura due anni le pratiche. 

Un modo di agire francamente ridicolo. 

Io solo ieri sono incappato in un radar sul Monte Ceneri dove ci sono i lavori in corso, pagherò la mia multa e amen, non sto a sindacare su una strada da 80 all’ora che si restringe per lavori e scende a 50. È giusto che prenda la multa, perché pur rallentando, non ho ottemperato all’avviso scendendo sotto la soglia dei fatidici 50.

Per la SEM, la domanda di naturalizzazione richiede una situazione giudiziaria irreprensibile, cosa che un parabrezza parzialmente ghiacciato manda ovviamente a ramengo.

Sarebbe il caso di chiedersi, per evitare patetici e vergognosi siparietti, se sia logico che una persona normale come me e voi debba sottostare a simili forche caudine. Stessa cosa vale per i debiti. È sufficiente un ritardo nel pagamento di una rata o nelle tassazioni, nonostante si sia pagato sempre il dovuto, per vedersi bloccare la procedura di naturalizzazione, alla faccia di tutti gli svizzeri morosi e ritardatari.

La legge inoltre, dovrebbe poter distinguere tra un buon cittadino che ha commesso un errore che può occorrere a tutti o un farabutto seriale che si fa beffe della giustizia. Ma qui si fa il contrario, andando spesso a punire e ad intralciare le pratiche di persone che ormai vivono qui da anni e sono perfettamente integrate. Lo stesso Ministro delle istituzioni Gobbi e le sue collaboratrici, sono state bacchettate dalla Confederazione per il loro atteggiamento volutamente ostruzionista nei confronti degli stranieri. (leggi qui sotto)

Stessa cosa in numerosi comuni, dove le naturalizzazioni sono totalmente arbitrarie e gestire spesso da commissioni ostili. (leggi qui sotto)

Fino ad arrivare a fatti paradossali dove, come a Obwaldo nel 2016, a una famiglia albanese viene negata la naturalizzazione perché “girava” troppo in paese in tuta da ginnastica. Oppure come nel caso di una ragazza turca, che nel 2017 si è vista negare la naturalizzazione in Argovia, nonostante avesse svolto le scuole e si fosse diplomata in Svizzera, per aver citato agli esaminatori lo sci come sport nazionale svizzero al posto della lotta “hornussen”.

Tutti questi sono patetici segnali di amministrazioni ovviamente ostili agli stranieri. Diverso è il caso del signore col parabrezza ghiacciato, che paga il pedissequo asservimento a una burocrazia cretina che ci fa anche un po’ vergognare. Scrivevo qualche anno fa proprio in merito alle naturalizzazioni:

“ (…)Questi esamini umilianti, che onestamente nemmeno 9 svizzeri su 10 supererebbero, sono delle forche caudine che certi consigli comunali usano a loro piacimento per vessare cittadini sì stranieri, ma nati e cresciuti qui o residenti da decenni sul nostro territorio, mica marziani. Nessuno vuole naturalizzare lazzaroni, farabutti o persone che manco sanno balbettare tre parole nella nostra lingua, qui parliamo di gente che lavora, produce, paga le tasse, va a scuola, al bar e alla coop come tutti noi. (…)”

Ma se non parli switzerdütsch o dialetto ticinese, per certa gente rimarrai sempre un alieno.

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