Il Rabadan mica è una cassapanca

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Con grande signorilità e rispetto per l’antagonista Bellinzona, Lugano ha detto no: noi il Rabadan non possiamo farlo

Un po’ perché nessuno glielo ha chiesto. Infatti alla ridda di voci in tal senso, il Municipio di Lugano risponde chiaramente con una nota: 

“…In merito all’ipotizzato trasferimento provvisorio del Carnevale di Bellinzona a Lugano, la Città precisa che il Municipio non è mai stato contattato dalla Società Rabadan per valutare tale eventualità.(…)”

È fantastica questa discussione su una cosa che in realtà non esiste. A volte in Ticino abbiamo la facoltà di ingigantire pettegolezzi e voci di corridoio al pari di una torma di lavandaie impazzite.

Certo è che trasferire il Rabadan da Bellinzona a Lugano, anche solo per un anno, risulta alieno alla maggior parte dei ticinesi, non solo dei bellinzonesi. È come se si spostasse il Real Madrid a Parigi, o se si traslasse la processione del venerdì santo di Mendrisio, pure lei come il Rabadan, patrimonio immateriale da tutelare, ad Airolo.

No dico, ma siamo matti? Ve la immaginate la sommossa dei bellinzonesi?

Capiamo le ansie della società carnevale, una macchina in realtà che muove milioni di franchi e ovvie conseguenti prebende, lavori, commesse e mandati a un sacco di amici degli amici. (leggi qui sotto)

Niente da dire eh? Anche se nepotismo ci fosse, si sarebbe in linea con la cultura del cantone, al punto che si dovrebbe ascrivere questa simpatica e radicata abitudine anch’essa nel patrimonio dell’Unesco.

Alla fine è importante che le cose funzionino e che si facciano bene i propri lavori. Poi facciamo un po’ fatica a credere, che qualcuno sia disposto a tenere sul proprio territorio un potenziale focolaio di covid. Chi si ricorda le ultime polemiche e i j’accuse nei confronti del carnevale, uno dei principali focolai di virus? D’altronde, decine di migliaia di persone ammucchiate in capannoni, che sudano e ballano per ore sputazzandosi addosso e limonando, non sono proprio la migliore garanzia di sicurezza sanitaria.

Infatti, il primo malato di covid in Ticino e in Svizzera, venne segnalato proprio al carnevale bellinzonese, se ricordate. La festa proseguì, e chiusa baracca e burattini, si cominciò a blindare gli altri sfigati e conseguenti carnevali del cantone.

Dubitiamo comunque, che un presidio DOP come il Rabadan, paragonabile alla farina bona Onsernonese o allo zincarlin della Val di Muggio, sia trasferibile tranquillamente ad un’altra città. Insomma, mica si sposta una tradizione come si farebbe con una cassapanca piena di carabattole. Il Rabadan se del caso si farà l’anno prossimo, e tutti coloro che si pascono della carnascialesca kermesse, dovranno attendere purtroppo chiari di luna migliori, sperando che, no vax permettendo, se ne arrivi a una, debellando una volta per tutte questo pernicioso virus.

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