Io e Mussolini insieme? No grazie

Pubblicità

Di

Ultimamente, anche grazie alle proteste no vax, il tema della Shoah ebraica è tornato alla ribalta. Notizia di qualche giorno fa, il garbato rifiuto della poetessa Edith Brück, della cittadinanza onoraria da parte della città di Anzio.

Un colpo al cerchio e uno alla botte, si sarà detto il sindaco Candido de Angelis, in forza a una lista composta da tutta la migliore destra che si possa trovare in circolazione: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, UDC, Noi con l’Italia, Popolo della Famiglia. 

Il problemino che ha impedito alla Brück di ritirare il premio, che voleva commemorare l’anniversario dello sbarco alleato nella cittadina rivierasca laziale, ce lo racconta la stessa Brück nella sua risposta alla suggestione della città:

“Gentile Sindaco, sarei tornata volentieri per il Premio per la Pace nella sua città se nel frattempo non avessi saputo che è stata negata la benemerenza ad una mia correligionaria, Adele Di Consiglio. Una donna sola, sopravvissuta alla barbarie nazifascista che ha annientato la sua famiglia come la mia. Invece è stata riconfermata la cittadinanza onoraria a Mussolini, che ha ancora molti seguaci non solo nel suo territorio, ma nell’Europa stessa (…) “Io, superstite della Shoah, che da una vita scrivo e testimonio nelle scuole italiane, compito arduo e faticoso, senza l’odio verso alcuno, anzi nel nome della pace e fratellanza umana, avendo avuto la visita di Papa Francesco che mi ha chiesto perdono esteso al popolo martire, devo la fedeltà a me stessa e per la solidarietà con la signora Di Consiglio (che non conosco). La ringrazio ma non posso accettare il Premio per la Pace dove è in fermento la nostalgia attiva dell’epoca più vergognosa, incancellabile per chi l’ha vissuta”.

De Angelis, piccato ha risposto alla Brück:

“Se Edith Bruck non accetta il nostro premio, che avevamo pensato con duemila ragazzi come facciamo tutti gli anni, fa una mortificazione non a me, ma alla nostra città, medaglia d’oro al merito civile, che non meritava. Mussolini ha la cittadinanza onoraria dal 1924: prima di me ci sono stati tre sindaci comunisti, due socialisti, uno repubblicano, uno Ds e nessuno l’ha mai revocata. Questo argomento non è mai stato discusso in Consiglio comunale dal 1946 al 2021″.

In realtà, la questione era stata sollevata sì, dall’ANPI (l’associazione nazionale partigiani italiani) e portata in Consiglio comunale nel 2019. Le richieste di revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini e di attribuzione della benemerenza ad Adele Di Consiglio furono respinte dalla giunta ancora in carica. Giunta presieduta proprio dal sindaco de Angelis, che evidentemente ha qualche problema di memoria.

Vergognoso risulta però, soprattutto a noi svizzeri, capire come sia possibile, a distanza di 75 anni, che ci siano ancora comuni italiani che hanno come cittadino onorario un dittatore fascista sconfitto, e tutto questo in una repubblica democratica dove l’apologia del fascismo è un reato. 

Una contraddizione incomprensibile e anche un po’ triste, visto che i nostalgici del mascellone si fanno forti anche di questi segnali. 

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!