Non è nebbia ma smog

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Uno smog che impedisce di vedere, che soffoca, che uccide. Lahore, in Pakistan è la città più inquinata del mondo. Una situazione che sta diventando virtualmente insostenibile.

A New Dehli intanto, da martedì scorso, il governo ha sospeso le scuole per una settimana a causa degli incredibili tassi di inquinamento. Sia a Lahore che a Nuova Dheli, lo stato dell’aria è tragico, e supera i 300 microgrammi di polveri fini per metro cubo, dei valori ritenuti estemi, basti pensare che in Svizzera i valori limite non dovrebbero superare i 120 microgrammi. Nel Mendrisiotto e Luganese, zone già ampiamente inquinate, si trovano spesso valori vicini ai 100 microgrammi. (leggi qui sotto)

Ma il Mendrisiotto, seppur inquinato, non è paragonabile alla situazione indiana, dove nel 2020, Greenpeace ha stimato in poco meno di 60’000 i morti per inquinamento. 

Waqi,info/it è un sito interessante. Monitora lo stato di salute dell’aria nelle maggiori città del mondo e lo fa in tempo reale. Perciò i dati, non sono del mese o dell’anno scorso, ma del giorno stesso.

Le zone tragiche sono quelle che ci immaginiamo. Anche se nei Paesi occidentali e più ricchi, i tassi di inquinamento sono minori. I dati tengono conto della somma di polveri fini, ozono, diossido di azoto, anidride solforosa e anidride carbonica. La somma da un valore che può andare dei 12 di Alberta, in Canada, dove l’aria è ritenuta buona, agli spaventosi 500 di Sanandaj, in Iran, o di Tlaxcala in Messico, valori ritenuti pericolosi per la vita delle persone. Per avere un colpo d’occhio, si può guardare la cartina, dove i valori verdi sono i migliori, i gialli intermedi e i rossi e viola quelli dove l’aria è gravemente compromessa.

I dati, seppur volatili, visto che vengono aggiornati regolarmente, in breve tempo e dipendono ovviamente da venti e intemperie, danno però una lettura abbastanza ovvia.

Nella Cina del sud e in India assistiamo a valori limite, superiori in abbondanza. Purtroppo, Paesi le cui economie ancora dipendono in buona parte dei combustibili fossili, sono tra le messe peggio. Basti appunto guardare i recenti fatti in India e Pakistan.

In Europa, le città più inquinate le troviamo dalla Turchia, seguendo i Balcani fino alla Polonia e alla Romania. Logicamente la qualità dell’aria migliora decisamente man mano che ci si sposta verso nord e i Paesi scandinavi. A fare eccezione in Europa, una regione abbastanza nella media, l’assurdo punteggio di 999 di Port Talbot, in Galles. D’altronde è noto l’allarme inquinamento di quelle zone britanniche. In un rapporto dell’OMS, le città del sud-est dell’Inghilterra, sono state segnalate per alti livelli di PM2.

La cosa triste è che proprio i due Paesi messi peggio, India e Cina, sono quelli che frenano sulle riforme green, visto che le loro economie dipendono dai combustibili fossili e l’apporto finanziario non permette di agire in tempi brevi come in altre nazioni. È perciò fondamentale agire coralmente e rendersi conto che sostenere questi Paesi non è una questione di buon cuore, ma di sopravvivenza. Se l’inquinamento è una questione prettamente regionale, polveri fini e gas si disperdono in tutto l’ambiente e i cambiamenti climatici danneggiano tutti.

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