Obbligo vaccinale per tutti? Balle!

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Questo il tenore della massiccia campagna dei contrari alla legge sanitaria Covid, in programma per il 28 novembre. Ma si tratta di una bufala. I promotori, che in teoria dovrebbero essere “Amici della Costituzione”, hanno abusivamente e massicciamente riempito spazi pubblici di cartelloni perentori, in stile UDC (ça va sans dire). Un discutibile ditone che ci accusa e crea paure che non stanno né in cielo né in terra.

Traiamo spunto da un articolo di Shila Dutly Glavas su laRegione Ticino. Shila, collaboratrice anche della nostra testata, rimarca la frequenza ossessiva con cui i cartelli compaiono sui lampioni e sugli spazi pubblici del Locarnese:

“In Vallemaggia, da un paio di settimane, questi cartelloni sembrano indicare proprio verso gli ignari automobilisti, intenti a percorrere la strada cantonale: costeggiano tutto il tratto stradale del fondovalle, come testimoniano le foto scattate da laRegione, e pure le vie delle vallate laterali.

E così, partendo da Locarno in direzione Cavergno, capita di trovare un primo manifesto attaccato sul guidovia a Ponte Brolla, poco dopo aver passato la ferrovia. Poi, un altro ancora all’imbocco della galleria di Gordevio, appeso sopra a un palo segnaletico della corsia riservata ai mezzi a due ruote. Anche ai Ronchini, all’altezza del centro scolastico, appoggiato al muro di una cascina. Alla fermata di Lodano e addirittura in mezzo a un prato a Giumaglio, sorretto da un pilone dell’elettricità. E poi ancora a Someo, all’inizio della strada che porta al paese. A Riveo, lungo il “curvone”, ovvero la doppia curva stradale che precede il villaggio. E pure a Visletto, dove sono stati posizionati ben due striscioni, a distanza di pochi metri, sul muro paramassi e, per finire questo “safari” nella giungla della cartellonistica pre-voto, sono stati messi pure sopra il ponte della pista ciclabile che collega Cevio a Bignasco. (…)”

Decine di manifesti che non solo mandano messaggi distorti, ma usano pure come spazi di appoggio quelli pubblici. Il gruppo contrario, che millanta molti soldi per questa campagna (e si vede anche dalla quantità di materiale esposto) sembrerebbe però non voler sborsare un quattrino per le affissioni. 

Conoscendo bene come funzionano queste dinamiche, la probabilità che dietro alla “cassa” dei contrari ci sia l’UDC. Non è un pensiero così peregrino, vista anche la grafica che richiama i classici manifesti del partito democentrista. D’altronde, nel comitato e tra i testimonial dei contrari, figurano numerosi esponenti del partito.

Le autorità, in questo caso valmaggesi, cadono dal pero:

“Non abbiamo ricevuto nessuna richiesta e, di conseguenza, non abbiamo nemmeno dato l’autorizzazione alla posa dei cartelloni, sia di quelli presenti sulla strada, sia di quelli dei privati”.

Le municipalità ribadiscono comunque che, più che una questione politica, si tratta di sicurezza, da qui la probabile rimozione dei cartelli, perché potrebbero distrarre i conducenti e creare incidenti. È lo stesso motivo per cui le regole svizzere sulle affissioni sono molto più severe che in altri Paesi, e i manifesti sono relegati a certe dimensioni e a spazi appositi. Manifesti molto visibili e che distraggono l’attenzione in posti non usuali, sono potenziali fonti di incidenti.

Il 28 comunque decideremo, convinti che le dittature non ce le abbiamo di certo in casa.

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