Omicron e l’emicrania

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Santo cielo, ma quante sono le malefiche varianti di una pandemia che una manciata di speranze si porta via? Ora bussa alla porta Omicron, con le sue valigie dal Sud Africa che ai più ottimisti sembrava un angolo di globo così remoto e lontano da offrire su un piatto d’argento una sorta di garantismo illimitato.

Omicron presenta per lo meno un particolare quasi attrattivo: evoca  qualche invincibile smazzante eroe di una saga vichinga o anche una robotizzata entità piovuta dallo spazio, da un pianeta che bordeggia un buco nero.

Ma forse non è proprio il caso di scherzarci sopra, considerando i brividi che scivolano lungo la schiena, fra una vaccinazione e un richiamo, osservando basiti chi alla scienza antepone il piacere dell’allucinazione da asporto. Continuiamo ad assistere al circo dei dementi che fingono di non vedere e che giurano che i contagi non sono forieri di stragi, in quanto favolette frivole e inascoltabili confezionate dai soliti poteri occulti e malvagi, quelli che depistano perfino l’oro, l’incenso e la mirra dei  Re Magi, giusto per fare un esempio da presepio.

E intanto la variante Omicron, piuttosto altezzosa e fiera di cotanto nome, vaga dai safari della sua terra d’origine nelle più nascoste propaggini dei Paesi del mondo e d’Europa, in un rally che lascia intuire una forte propensione al senso dell’avventura che reca messaggi di iattura. E infatti, mentre gli scienziati studiano e sezionano le caratteristiche della ennesima variante, crescono le quarantene dei viaggiatori atterrati dai cieli dell’Africa meridionale.

Si rafforzano i controlli e quasi si omologa la celebrità della Delta, ora destinata a recitare il ruolo della comparsa che ammutolisce davanti ai comunicati: “Fino a quando la presenza dell’Omicron era confinata a quelle ragioni africane, la scelta giusta era bloccare i voli da quei Paesi. Ora invece servono decisioni comunitarie per nuove restrizioni”.

Fra un tampone e un doppio tampone, aleggia imbarazzante un minimo- massimo interrogativo: e se limitassimo le miserie dei Paesi poveri destinando finalmente risorse molto più corpose per affrontare le crisi pandemiche ?

E se decidessimo finalmente di condividere con gli “altri che ci ostiniamo a non percepire” gli imperativi della protezione della salute ?

Quell’ oceano di “altri” così emarginati e distanti e invisibili, mollando un mezzo calcione alle egemoniche economie di mercato e aprendo i cuori e i cordoni della borsa al dovere di una legittima compensazione per tutti coloro che hanno solo un filo di voce per ribadire la loro esistenza? 

Ma poi certe domande, soppesate come esternazioni infantil , ingenue e settimine, rischiano spesso di finire in fanteria: la fanteria leggera, quella che Omicron adora randellare. 

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