Oroville, a casa mia comando io

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Oroville è una cittadina californiana che, qualche settimana fa, ha votato per diventare una “repubblica costituzionale indipendente”. La risoluzione, approvata con un voto di sei a uno nel corso della seduta del consiglio comunale tenutasi lo scorso 2 novembre, in realtà vale come il due di briscola, ma vuole comunque “ribadire alla gente il tipo di governo sotto cui viviamo“, ha dichiarato il sindaco Chuck Reynolds. Proprio così, perché i cittadini di Oroville e chi li amministra sono stufi. Basta imposizioni che riguardano l’obbligo di indossare la mascherina. Basta con l’assillo del doversi vaccinare. La soluzione? Facile. È la secessione. 

C’è una cittadina degli Stati Uniti che ha deciso di mettere ai voti la propria indipendenza. Già. Come se il bel Ticino decidesse di salutare Berna con il gesto dell’ombrello e buonanotte ai suonatori. Del resto uno dei commenti all’articolo pubblicato da tio.ch, riguardo alla genialata di Oroville, c’illustra perfettamente le ragione per cui andrebbe assolutamente fatto: “Siamo in balia di un manipolo di politicucci con manie di controllo e di una task force covidiana capeggiata da una matematica che vive di teorie campate in aria ma che però condizionano le nostre vite pesantemente!”.

Ma certo. L’ennesimo sapientone che pontifica un tanto al chilo. Uno che piuttosto di mangiare la minestra sarebbe forse anche disposto a saltare dalla finestra. Perché ormai, pur di sottrarsi all’obbligo d’indossare la mascherina o di mostrare il Covid Pass, c’è chi è disposto a fare di tutto. Piccoli geni pronti a sbattersene perfino di quegli ordini esecutivi emessi dallo stato della California o dal governo federale degli Stati Uniti che, a loro insindacabile giudizio, violano tutti quei diritti tutelati dalla Costituzione. Insomma, le stesse parole che abbiamo sentito e risentito ripetere prima dai No Mask, poi ai No Vax ed ora pure dai No Covid Pass. 

Situata a un centinaio di chilometri da Sacramento, Orville conta appena tredicimila anime che, stando al pensiero del loro primo cittadino Chuck Reynolds, hanno il sacrosanto diritto di scegliere cosa è bene e cosa no, per loro, in materia di salute. “Con tutte queste emergenze e i leader che dichiarano ulteriori emergenze, ci siamo ritrovati con persone al comando che possono fare praticamente quello che vogliono anche quando l’emergenza non è più una minaccia immediata, persone riluttanti a rinunciare a quel loro potere” ha detto Reynolds. Insomma, la solita solfa, trita e ritrita, su di una presunta dittatura sanitaria.

Ma non è che invece ci troviamo semplicemente di fronte a dei bambini capricciosi? Che piuttosto di allacciarsi la cintura preferiscono averne una disegnata sulla maglietta? Nella vita ci sono momenti, situazioni che richiedono un minimo di sacrificio, la pandemia che stiamo affrontando è una di queste. Uno sforzo collettivo che non può essere vanificato facendosi scudo della Costituzione e aggiungendo così caos al caos. “Questa è casa mia e qui comando io” vale come regola fintanto che ciò che fai a casa tua non trasgredisce le leggi o mette in pericolo l’intera comunità. Altrimenti è soltanto puro e semplice egoismo. O peggio un capriccio.

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