PLR: No a cure infermieristiche forti

Pubblicità

Di

Il partito liberale, riesce nell’impossibile. Dopo quasi due anni di Covid i gremi PLR, dicono di no all’iniziativa per cure infermieristiche forti.

Li abbiamo visti piangere, coi volti ustionati per ore a portare occhiali e mascherine. Li abbiamo visti dormire esausti. Li abbiamo scorti fugaci e tristi sagome senza nome, ricoperte di camici verdi e cuffie a scrivere, in un disperato tentativo di umanità, il loro nome sulle tute. Li abbiamo visti con gli sguardi attoniti di chi deve veder morire i suoi pazienti, uno dopo l’altro, nelle corsie di rianimazione. 

Li abbiamo ringraziati, e ci siamo un po’ innamorati di loro, ammettiamolo. Li abbiamo chiamati angeli e salvatori.

Questa gente, chi opera nel settore sanitario, merita più degli applausi, come recita uno slogan.

Chi ha in mano le nostre vite e quelle dei nostri cari deve avere maggiori possibilità, una migliore formazione, migliori salari. Quattro infermieri su dieci, abbandonano prematuramente la loro professione, ed entro il 2029 mancheranno 70’000 nuove leve nel settore sanitario.

Ma il partito liberale, dice no. Costerebbe troppo. Lo ha detto agli Stati e al suo comitato cantonale: meglio il controprogetto.

A volte, sale un po’ la nausea quando si riduce tutto ai soldi. Perché, “squillino le trombe e rullino i tamburi”, è lì il problema gente. 

Al saldo delle motivazioni che vengono espresse per prime, ovvero che l’iniziativa chiederebbe più lunghi iter legali e burocratici, che in realtà il controprogetto concederebbe quasi tutto subito, il problema è purtroppo, sempre, di soldi. 

Un vizio liberale, perché quelli che una volta spendevano per la scuola e per modernizzare questo paese, oggi si sono seduti su un capitale che custodiscono gelosamente. Leggiamo dalle motivazioni ufficiali del PLR:

“Un aumento dei salari, come previsto dall’iniziativa, genererà costi più alti. La fatturazione diretta senza limiti alle compagnie di assicurazione malattia porterebbe a un’offerta di servizi più ampia e di fatto a costi sanitari più elevati. Inoltre, il governo federale non regola i salari: sono le parti sociali che negoziano tra loro le condizioni di lavoro e le retribuzioni. Regolamentare i salari a livello federale creerebbe un pericoloso precedente in un sistema che funziona e potrebbe portare a richieste simili da parte di altre professioni.”

Anche Franco Cavalli, medico e oncologo, ha espresso tutto il suo disappunto nei confronti del Partito liberale:

“I Liberali ticinesi dicono di votare NO all’iniziativa per cure infermieristiche forti. Secondo loro basta il controprogetto che è poco di più di un bidone:I Cantoni possono, ma non devono(!) farsi dare I soldi da Berna per finanziare la formazione delle infermiere. E del miglioramento delle condizioni di lavoro e del numero minimo di infermiere per reparto, come chiede l’iniziativa, non se ne parla. E così quasi la metà delle infermiere continueranno dopo pochi anni ad abbandonare la professione perché sfinite. Ormai I liberali sono sempre di più una versione Light dell’UDC… Ricordiamocene tra 2 anni..”

Eh già. Lo stato non ci deve mettere becco sui salari. Sia mai che un domani, qualche altro disgraziato, che si fa un mazzo tanto per rendere migliore la vita anche ai parlamentari liberali, chieda qualche copeco in più. Sia mai che i servi della gleba alzino la testa. 

Lo Stato, che dovrebbe raddrizzare delle storture (basti vedere il travagliato iter del salario minimo) per i liberali, ormai pedissequi seguaci di un vetusto e sorpassato liberismo, ogni presenza più massiccia dello stato in alcuni settori è out. 

Ma chi cavolo ha detto che lo Stato non deve mettere delle regole in settori che necessitano di un intervento? I Liberali? Se aumentiamo il salario agli infermieri e miglioriamo le loro condizioni lavorative è sbagliato? Sostenere, anche finanziariamente, persone che si sono massacrate negli ultimi anni per curare i nostri cari e noi è sbagliato?

Che ci si faccia un esame di coscienza, che si guardi negli occhi quella gente e gli si dica: no, perché poi ci costi troppo. Che sia l’UDC a fare queste cose è fisiologico, mica ci si stupisce più di tanto. E purtroppo, ormai, non stupisce nemmeno più il PLR, un partito che, nonostante un quasi plebiscito nei sondaggi di un paese grato nei confronti del suo settore sanitario, continua a dire:

“No, costa troppo”.

Fino a che si troverà a ringraziare l’infermiera che gli solleva il cuscino dietro la schiena o il sanitario che gli ha salvato la vita in ambulanza. Perché i grazie sono gratis.

Per noi invece è giusto passare alla cassa. Come scrive un altro slogan della campagna che supporta gli infermieri:

“Per esserci, quando avrai bisogno di noi”

Perché gente, i soldi non sono tutto e soprattutto non te li porti nella tomba.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!