Qatar: sulla pelle dei lavoratori

Pubblicità

Di

Che Qatar, Emirati Arabi, Oman, Arabia Saudita e Kuvait, ovvero il gruppuscolo di paesi beduini produttori di petrolio, non siano campioni di democrazia già si sapeva. 

Al calcio però questo interessa poco. Al calcio interessa il fiume di denaro che il Qatar (che ospiterà i Mondiali di calcio l’anno prossimo) verserà a mò di doccia su tutto il circo dei Mondiali.

Dieci anni fa, a sorpresa, il Qatar riusciva ad aggiudicarsi i Mondiali per il 2022. Molte le resistenze anche legate all’assurdità dell’operazione. Temperature proibitive, problemi con la democrazia, ruolo di donne e omosessuali, condizioni vergognose di lavoro per gli immigrati.

Ma chissenefrega, la palla e rotonda e ci fa divertire, ecco che allora il Qatar ha messo in moto la sua oliata macchina edilizia e ha cominciato a costruire stadi nel deserto.

Li ha costruiti, sfruttando come fa da sempre, immigrati poveri provenienti soprattutto dal Bangladesh. Ritardi del pagamento dei salari, condizioni di lavoro disumane, limitazione della libertà di movimento dei lavoratori stessi. Amnesty International mette la lente su riforme (promesse) che tardano ad arrivare. 

“Nonostante le promesse di fare le cose in modo diverso all’avvicinarsi della Coppa del Mondo, il governo del Qatar non ha ancora adottato le modifiche più importanti, come ad esempio l’abolizione del sistema di sponsorship e dei permessi di uscita per i lavoratori migranti, due misure che permettono ai datori di lavori di controllare la libertà di movimento dei loro impiegati”, ha detto Sherif Elsayed-Ali, responsabile dei diritti dei rifugiati e dei migranti di Amnesty.

Amnesty International, sfrutta la pubblicità che gira intorno a questo evento per fare pressione sul Qatar, chiedendo il rispetto dei diritti umani:

– abolire il permesso di uscita dal paese per i lavoratori;

– avviare un’indagine indipendente sulle cause di morte dei lavoratori migranti;

– sopprimere i costi (proibitivi) che impediscono ai lavoratori di presentare denuncia in tribunale;

– pubblicare i nomi dei datori di lavoro che non rispettano le misure;

– garantire ai lavoratori domestici la stessa protezione giuridica offerta ad altri lavoratori.


Sono infatti ben 15’000 gli stranieri lavoratori morti in questi dieci anni. In Svizzera, ad unirsi ad Amnesty c’è la Gioventù Socialista, che chiede addirittura alla Federazione elvetica di calcio e alla Nazionale di boicottare i Mondiali nel paese arabo.

Non è infatti tollerabile, sia per Amnesty che per la GISO, che una delle più grandi kermesse calcistiche, si svolga in un paese dove i diritti umani sembrano una simpatica cornicetta ad un quadro molto più cupo.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!