Renzetti e le minacce mafiose

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Che Angelo Renzetti, ex presidente e amministratore unico del Lugano calcio, non fosse un personaggio all’acqua di rose lo si sapeva. Che avesse, come capita spesso alle nostre latitudini ai villan rifatti, attitudine all’arroganza anche.

Di lui ci eravamo occupati per un affare immobiliare poco chiaro, in cui anche il Comune di Lugano aveva avuto un ruolo perlomeno dubbio. Insomma, un affare da palazzinaro per 75 milioni di Franchi (leggi qui sotto)

Oggi, a corroborare questa verve da “padrino de noartri”, la velata minaccia espressa ai “contrari” al polo sportivo di Lugano in un’intervista al quotidiano 20 minuti. 

“Una cosa è certa, se il polo sportivo venisse bocciato, sarebbe anche la fine per quei personaggi che in questi mesi hanno sostenuto il no, poiché avranno dei nemici per tutta la vita.”

Insomma, siamo al livello di una guerra tra cosche nella Chicago degli anni ’30. 

E come dicono alcuni, a vedere il livello dei toni dei favorevoli, anche se non si è contrari viene voglia di metetre un bel No nell’urna.

Certo è che Renzetti non contribuisce a creare distensione nel dialogo tra opposti e contrari, due fazioni che hanno entrambe le loro ragioni, sarà dunque il popolo a decidere, e si spera senza subire la pressione di minacce ridicole e che sembrano non solo fuori luogo ma anche fuori dal tempo.

Come dimenticare il padrino interpretato da un superbo Marlon Brando (molto più performante di Renzetti) che con le sue gentili allusioni, mandava macabri messaggi agli avversari o a chi alzava troppo la cresta? Altra classe signori. Perché fare il gangster è un’arte e non parlo di bulletti di periferia, ma di gangster seri, di quelli che sorridono mentre ti stanno condannando a morte, quelli che ti offrono un drink 5 secondi prima che un sicario ti passi un filo d’acciaio intorno alla gola.

Renzetti a essere onesti, già nell’eloquio non brilla particolarmente, non ha né lo spessore ne la capacità di proferire minacce, che stonerebbero decisamente anche in un film di quarta categoria. 

Del polo sportivo aveva parlato il nostro bravo Libano Zanolari, in un suo recente articolo (leggi qui)

articolo che ovviamente aveva sollevato il suo piccolo polverone, a riprova che i luganesi non sono proprio sereni in merito alla questione. Comunque, in attesa del voto, noi picciotti salutiamo rispettosamente e baciamo le mani, non vorremmo finire colati nel pilone di cemento di qualche autostrada o con delle scarpe di calcestruzzo in fondo alla forca di San Martino.

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