Uccidere per legittima difesa

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Una sentenza incomprensibile e probabilmente impensabile in un paese europeo o in Svizzera. L’assoluzione dello sparatore di Kenosha, Kyle Rittenhouse, che uccise due manifestanti antirazzisti e ne ferì un altro, scava un ulteriore abisso razziale negli USA.

Una faccia paffuta, occhi a palla, sguardo da ragazzotto delle medie. È un anonimo e anche abbastanza insulso personaggio, il diciannovenne Kyle Rittenhouse. E come un ragazzino, si è messo a piangere a dirotto, quando la giuria lo ha assolto dall’accusa di omicidio. Kyle stato prosciolto ieri, venerdì 19 novembre, dall’accusa di aver ucciso due manifestanti, Joseph Rosenbaum, 36 anni e Anthony Huber, 26 anni, e di aver ferito, Gaige Grosskreutz, 28 anni. Tutti bianchi. Bianchi e antirazzisti, che avevano partecipato alle

La giuria ha accolto la tesi della difesa, Kyle si era difeso (con un fucile automatico) per difendere la propria vita, dall’aggressione dei manifestanti. Che poi il ragazzo, un suprematista bianco diciassettenne al momento dei fatti, si fosse recato appositamente a Kenosha armato di tutto punto per difendere i “bianchi “e le loro proprietà dalle mire dei manifestanti, che protestavano per l’ennesima sparatoria in cui era rimasto ucciso un nero è ininfluente. Se Kyle semplicemente fosse rimasto a casa a fare i compiti, due persone sarebbero ancora vive. Le manifestazioni, si erano mobilitate in seguito alla morte di Jacob Blake, che venne ucciso mentre cercava di sedare una lite, colpito per ben 7 volte alle spalle da uno degli agenti mentre rientrava nell’auto in cui erano seduti i tre figli.

Una cosa decisamente impensabile da noi, dove no esiste il diritto di girare armati, tantomeno a una manifestazione. Come ha scritto qualcuno: Oltre alla sentenza, assurda, c’è un vizio di fondo nella società e nella legge e giurisprudenza americana. Il permesso di farsi giustizia in proprio. Cioè l’abdicazione dello stato alla corretta gestione della cosa pubblica e della sicurezza.

Ed è questa perniciosa mentalità della libertà ad ogni costo, quell’onda lunga del far west che sancisce quasi ogni diritto, ad aver assolto Kyle che rischiava l’ergastolo.

Kenosha ora vive ore di ansia, col rischio che le tensioni razziali, acuitesi con questo processo, riprendano fuoco. Il presidente Biden ha rilasciato un comunicato, specificando che la sentenza ha fatto: “precipitare numerosi americani nella collera e nell’inquietudine, me compreso” e ha fatto un appello alla calma. Ha poi proseguito: “Faccio appello a tutti a esprimere le proprie opinioni pacificamente, nel rispetto della legge. Se da una parte il verdetto a Kenosha lascerà molti americani arrabbiati e preoccupati, me incluso, dall’altro dobbiamo riconoscere che la giuria ha parlato. Ho corso con la promessa di riunire l’America, perché credo che ciò che ci unisce è di gran lunga più grande di quello che ci divide. So che non guariremo le ferite del nostro Paese da un giorno all’altro ma resto saldo nel mio impegno a fare tutto quello che è in mio potere per garantire che ogni americano sia trattato equamente, con correttezza e dignità, secondo la legge.”

La giustizia sembra però ancora merce rara, in un paese dove in periodo di covid, più che vaccini, si sono comprate armi. (leggi qui sotto)

Un paese in declino, dove la democrazia, già profondamente minata da Donald Trump, sembra faticare a trovare un equilibrio tra le varie anime che compongono il paese

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