UDC e RSI: “se mi lasci non vale…”

Pubblicità

Di

In questo sabato uggioso e sottotono di pre votazioni uno spiraglio di luce (alla noia) sembra farsi spazio. Spunta difatti il sole sorridente dell’UDC che, tramite un comunicato, fa sapere di non voler più mettersi a disposizione della RSI. Troppo “faziosa” per i gusti dei democentristi. 

Mettiamo le cose in chiaro fin da subito: discussioni e battibecchi fra stampa e politica sono all’ordine del giorno. Diversi politici, quando li si tocca, tendono a mettere il broncio, a fare gli offesi, ad attribuire la loro pessima figura al cattivo giornalista che, stando alla loro versione, avrebbe distorto le loro parole.

Nulla di nuovo. È un copione trito e ritrito e fa parte del gioco. Io, giornalista, faccio le pulci al tuo lavoro e tu, politico, devi saper “difendere” il tuo operato e, a mali estremi, a costo anche di farsi passare per vittima (carta gettonatissima nell’ultimo periodo).

Resto quindi poco stupita dalla decisione presa dalla sezione ticinese di boicottare la televisione pubblica, non volendo commentare insieme alla RSI i risultati delle votazioni di domani. 

E infondo è dai tempi della compagnia “No Billag” – e forse anche prima – che gli udicini hanno fatto della lotta alla “televisione di Stato rossa” il loro cavallo di battaglia.  

Ma prima di continuare col discorso, leggiamo per intero il comunicato del partito:

“L’UDC Ticino non è a disposizione della RSI!

Domenica 28 novembre, l’UDC prenderà democraticamente atto del risultato delle urne e dunque del volere delle cittadine e dei cittadini svizzeri.

La democrazia diretta è uno dei maggiori punti di forza del Paese. Le decisioni del sovrano devono essere sempre rispettate da tutta la popolazione e applicate dal Parlamento.

Nel nostro Cantone affideremo esclusivamente a Teleticino, alle radio e ai portali privati, oltre che ai giornalisti della carta stampata le nostre considerazioni e i nostri commenti relativi alla tornata di votazioni. Siamo certi che loro saranno in grado di riportarle in maniera professionale e imparziale cosa che, al contrario, la linea politica della RSI non è attualmente in grado di garantire”.

Dubbi e perplessità 

Quindi, ricapitolando: la Rsi è faziosa e non riporta correttamente le loro affermazioni, mentre gli altri (quindi in teoria anche noi) sì e allora a tutto il resto dei media l’UDC concederà interviste. 

Ringrazio in anticipo i democentristi ticinesi per questo atto di carità (perché scritto così sembra quasi che facciano un favore alla stampa) e chiedo però anche lumi. Come è possibile infatti distorcere degli interventi rilasciati in diretta, quindi senza tagli? E soprattutto, perché in questo caso la televisore pubblica sarebbe di parte?

Nel testo non è specificato. Che l’Udc si sia offeso per la magra figura fatta dal loro esponente Pamini durante la puntata di Democrazia Diretta dove si dibatteva delle legge Covid, con tanto di fact checking della emittente di Comano il giorno dopo? (Leggi sotto)

Oppure credono veramente che con gli altri mezzi stampa possano continuare a raccontar sanno balle e restare impunti? 

O ancora tutto questo teatrino è stato tirato su per punire la RSI di non aver partecipato, lo scorso Primo agosto, al discorso di Marco Chiesa? 

E soprattutto, quanto durerà questo “silenzio stampa circoscritto a un unico media?” Non sia mai che facciano la stessa cosa che fece Quadri quando vinse il no alla “No Billag”. All’epoca Quadri affermò che non avrebbe più messo piede alla RSI e, tempo sei mesi, rieccolo apparire di nuovo dentro gli studi di Comano…

Boicottaggio UDC: la RSI risponde 

La RSI, dal canto suo, respinge le accuse e, tramite una nota della direzione stessa, “rifiuta ogni accusa di aderire a una qualsiasi linea politica che possa mettere in discussione la sua imparzialità nell’informazione. In questo contesto prendiamo atto della decisione dell’UDC sezione Ticino di non partecipare ai nostri programmi di domenica 28 novembre. Si tratta di un’iniziativa, quella dell’UDC, che penalizza il pubblico e le cittadine e i cittadini della Svizzera di lingua italiana.”

L’emittente di Comano “farà tutto il possibile per garantire alle telespettatrici e ai telespettatori, alle ascoltatrici e agli ascoltatori l’accesso alle reazioni e ai commenti di tutti i partiti, compresa l’UDC, nonostante la decisione di quest’ultimo di non inviare propri esponenti alle nostre trasmissioni. Decisione di cui non condividiamo le motivazioni”. 

UDC e RSI: “se mi lasci non vale…”

Se mi lasci non vale, cantava Julio Iglesias. E chissà se questo è un addio duraturo o un “arrivederci” alla prossima votazione, ovvero quando i motori della campagna politica verranno riaccesi e servirà ancora la stampa per divulgare le proprie idee. 

Ma, come dice la strofa della canzone sopracitata:

Metti a posto ogni cosa e parliamone un po’,

Io di errori ne ho fatti, di colpe ne ho,

Ma quello che conta tra il dire e il fare,

È saper andar via ma saper ritornare… con stile.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!