60’000 dollari a settimana con le scoregge

Pubblicità

Di

È un titolo imbarazzante lo so, ma è la dannata realtà. Stephanie Matto, procace influencer con un passato in un reality show, ha trovato un mercato di nicchia: vendere le sue flatulenze a fans borderline.

Io sono certo che ci estingueremo. Non è un se, è un quando. Ma non saranno le eruzioni vulcaniche, l’effetto serra, l’inquinamento, gli tsunami…no. Saremo noi stessi.

Perché quando vedo centinaia di persone che comprano a 900 dollari al barattolo le scoregge di una donna attiva sui social, penso che la fine della specie non sia solo vicina e probabile, ma una certezza.

Eppure Stephanie Matto è riuscita dove nessuno ha mai osato. Dopo le candele al profumo di vagina di Gwyneth Paltrow, infatti, il mercato degli odori corporei sembrava giunto al suo capolinea. Che ingenui siamo stati… La Paltrow però aveva la decenza di vendere a prezzi un po’ più popolari. Una candela delle sue veniva via per 75 dollari. (leggi qui sotto)

Con la Matto la situazione cambia. E approda a lidi più danarosi: un suo barattolo di flatulenze con petali di fiori (per mantenere meglio la fragranza) e compresa di dedica personalizzata, viaggia sui 900 dollari. Mi immagino la dedica:

“Caro Matt ( o Bill, o John …), questa scorreggia è frutto della fermentazione di uova sode e i chili di fagioli piccanti. Spero che il mio effluvio intestinale così sofferentemente prodotto, allieti il tuo Natale.”

Sì, avete capito, c’è gente che per un peto della Matto spende 900 dollari. Neanche i tartufi o il foie gras arrivano a prezzi del genere. Mi immagino raffinati cultori degli odori corporei che, in abito da camera e in ambiente soffuso e intimo, svitano lentamente il tappo del barattolo avvicinando le nari per non perdere neppure una molecola dell’accattivante odore di gas intestinale, partorito dal sedere dell’affascinante Stephanie. La Matto, che tanto matta non è, ha dichiarato ai media:

“Negli anni ho ricevuto alcuni messaggi da uomini e donne che volevano comprare i miei reggiseni, mutandine, capelli, acqua da bagno… usati. Pensavo che vendere le mie scoregge sarebbe stata una divertente mossa pubblicitaria che avrebbe attirato l’attenzione della gente. Penso di aver davvero attinto a un mercato enorme e sembra che ci sia un potenziale infinito. Sono grata di essere in grado di intrattenere, avviare dibattiti e discussioni e aprire gli occhi delle persone a diversi modi di vita”,

Stephanie infatti pensava più a una mossa pubblicitaria, invece i soldi sono arrivati a palate. Centinaia di ordinazioni per arrivare, come a dichiarato, fino a 60’000 dollari a settimana.

Roba che la famosa “merda d’artista”, inscatolata a inizio anni ’60 da Piero Manzoni, esponente dalla pop art, diventa una vetusta provocazione, per lasciare spazio a questa moderna cultrice dei gas corporei, icona delle flatulenze, regina dei peti.

Stephanie ora, presa dalla catena di produzione, è costretta a un’alimentazione che produca più aria possibile. Un sacrificio necessario per alimentare il business e anche l’effetto serra. Anche se un dubbio sovviene: chi garantisce che gli effluvi odorosi vengano davvero dalla Matto? E se assumesse lavoratori messicani sottopagati e nutriti a fagioli e tacos? 


Speriamo comunque che questa storia non sia la solita bolla speculativa, perché se scoppia son dolori. La Matto rimane comunque umile, non è una che si da delle arie, le produce.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!