A ciascuno il proprio mestiere – 2° parte

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Sia lodato il lavoro, qualsiasi esso sia. E siano lodati coloro che hanno la consapevolezza – oltre alla modestia e alla buonanima – di… restare nel proprio ruolo e non sconfinare nelle competenze altrui. Perché ammettiamolo per una volta: il “tuttologo di turno” ha stancato.

Seconda e ultima parte del nostro piccolo tour fra le professioni più abusate dai “professori del web”.

Lo statistico

Non importa se ci capisce qualcosa di numeri o meno: state pur certi che lo statistico di turno sarà capace di leggere qualsiasi grafico o tabella. Diffidente verso le analisi fornite dalle autorità, preferisce affidarsi a sue personali rivisitazioni. 

Certo, osservare una statistica è facile, più difficile è comprenderla e contestualizzarla. Perché i dati sono oggettivi, ma se non analizzati con la dovuta cura, possono portare all’errore (per esempio confondere valori assoluti con percentuali). 

Il Costituzionalista (e affini)

Filosofico, rivoluzionario … e anche un poco parac*lo. Il costituzionalista o la costituzionalista (o l’amico della Costituzione) sostiene che le disposizioni attuate dai vari governi in giro per il globo sono incostituzionali. Non sono giuristi, non sono avvocati e la Costituzione impolverata che hanno a casa segna la data 1985, però possono dire con certezza che è tutto illegale. 

Questa categoria di professionisti improvvisati giocano molto sulle parole. Libertà d’espressione significa che loro possono parlare e tu devi tacere, oppure applaudire compiacente. Se tu provi a dissentire sei subito additato come uno che vuole censurare il loro pensiero. 

Vogliono il rispetto della legge ma sono i primi a trasgredire le regole (vedi il caso dei cartelli abusivi) e se perdono una votazione, il risultato di un processo democratico viene subito bollato come una truffa voluta dallo Stato corrotto e dai cittadini “lobotomizzati” e un po’ ignorantelli (però rispettano tutti eh).

Il politologo, il politico e lo statista

Se fosse per loro, la pandemia sarebbe finita il giorno dopo, ci sarebbe la pace nel mondo e le tasse sarebbero abolite. Alain Berset è il loro nemico numero uno e non c’è disposizione che non abbiano frantumato in mille pezzi. 

Sono quelli del piano segreto che nessuno ci dice, quelli che non riconoscono le qualità che hanno portato determinati politici a ricoprire determinati ruoli, e che strizzano l’occhio a Paesi esteri, spesso messi peggio di noi.

Particolarità dello statista è che… è una continua improvvisazione. Ha scarse conoscenze sociali, economiche e anche geografiche, però quelle quattro vittorie a Risiko che gli hanno premesso di scoprire dove sta la Kamchatka, e ciò lo fa sentire onnipotente. 

Le nazioni predilette sono gli Stati Uniti, la Russia e la Cina, ma anche l’Italia – che sotto sotto detestano – ma che gli è untile per dimostrare l’inefficacia dell’operato elvetico.

Il giornalista

Il mio mestiere. I giornalisti per un giorno sono quelli che credono basti saper scrivere bene per poter fare questo mestiere. Ma sono anche coloro che non hanno più fiducia in “noi” e quindi si fanno strada, nella giungla oscura del web, alla ricerca di altre risposte (o verità). E i risultati – catastrofici – si vedono. 

E qui sta il problema. Perché no, il nostro lavoro non consiste solo nel riportare tre concetti per vari media, è soprattutto verificare ciò di cui andiamo a parlare. Verificare, verificare e verificare. Questo viene fatto per ogni singola notizia.

Certo, non siamo esenti dal fare errori o valutazioni sbagliate, ma abbiamo gli strumenti per poter offrire il servizio migliore a chi ci legge, guarda o sente.
Il lettore no. Il lettore ragiona di pancia, non riesce a percepire le notizie tendenziose (spesso create appositamente per ingannare l’utente) e spesso confonde una cosa fondamentale: le opinioni non sono fatti.

Il mio compito, come giornalista, è offrire un servizio alla popolazione che vuole e deve essere informata. Stessa cosa non si può dire per tutti quei siti e sitarelli (spesso di bufale) che circolano in internet. 

Potete anche non credermi, ma io – come Gas e altre testate – ci mettiamo la faccia. Si può dire lo stesso per i canali YuoTube e i blog che vi offrono verità alternative? 

Prima parte qui

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