Buon Natale con Smith & Wesson

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Si è appena spenta l’eco dell’ultima strage negli Stati Uniti, dove un quindicenne armato ha sparato a quattro compagni di scuola, uccidendoli. L’ennesima strage che trova l’indifferenza letale di quelle frange repubblicane pronte a sparare al primo imbecille che gli passa nel giardino.

Avevamo parlato dell’inopportuna foto della famiglia armata del deputato del Kentucky Thomas Massie che, a due giorni dalla strage, con sprezzo dei morti e della sensibilità che richiederebbe una questione del genere, pubblicava una foto natalizia con una mezza dozzina di familiari armati di fucili mitragliatori. In sottofondo, pieno di luci e palle colorate, l’albero di Natale, che dovrebbe evocare pace, carità e tolleranza. (leggi qui sotto)

A fare eco a Massie, un’altra rincretinita (mi si scusi il termine) sua collega, la giovane deputata del Colorado Lauren Boebert. 

Che per solidarietà col collega, ha pensato di fare altrettanto, posando coi figli armati sotto l’albero e corredando, come ghirlanda dell’atto, una frase agghiacciante:

“I Boeberts ti coprono le spalle Thomas Massie, non risparmieremo munizioni per te”.

Una frase che fa davvero pensare, – e ci metto dentro tutto l’Occidente, perché anche da noi, seppure in misura minore ci sono personaggi di quel calibro – che tipo di rappresentanti abbiamo. 

“…non risparmieremo munizioni per te”. La stessa mentalità che ha portato all’assalto del Campidoglio, quella sicumera di avere ragione e che questa ragione vada difesa per forza con le pallottole.

Mi domando in fondo chi rappresentano questi psicopatici, estremi fino al punto di armare famiglie, con sprezzo delle stragi e dei morti, con l’idea che ogni cosa si possa risolvere con una fucilata. Eppure questa gente siede in consessi democratici, dove dovrebbe essere il dialogo e la discussione a farla da padrone e non il fischiare delle pallottole.

E tutto questo, assurdo dirlo, in uno dei Paesi più terrificanti per quanto riguarda morti e stragi, ben al di sopra delle medie europee, che fanno sembrare il vecchio continente un covo di pacifisti amorevoli. Il governatore di New York, Andrew Cuomo, solo poco tempo fa, commentava con angoscia i dati della violenza urbana, aumentata del 75% con l’epidemia di Covid:

“Siamo passati da un’epidemia all’altra. Da quella del Covid a quella dovuta al dilagare della violenza legata alle armi, e alla paura e alle morti che quest’ultima porta con sé”. Cuomo, proprio per questa ragione ha firmato un ordine esecutivo, dichiarando lo “stato di emergenza” dovuto all’aumento di sparatorie, violenza e omicidi. Un atto con il quale spera di arginare il fenomeno.” (leggi qui sotto)

E a chi pensa che da noi non capita e che gente così dalle nostre parti non esiste, ricordo lo sventato pericolo alla Commercio di Bellinzona e le assurde proposte di Paolo Pamini, che proponeva i corsi di tiro nelle scuole ticinesi.

Contrastare queste ondate di idiozie guerrafondaie, serve ad avere un mondo più sicuro, perché non è la proliferazione di fucili e pistole a dare la sicurezza, anzi, questi atteggiamenti sono quelli di persone fragili e angosciate, loro stesse preda di una paura, che pensano di esorcizzare tenendo in braccio qualche chilo di ferro e acciaio.

La paura, quella è il vero nemico da sconfiggere.

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