C’è poco da far festa

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In Ticino, con il 70% di vaccinati esplodono i contagi. La Romania, col 40% di vaccinati, è il paese con meno contagi. Perché?

Non gioiscano i no vax. La Romania, come altri paesi est europei ha pagato un prezzo enorme per restare verde nella cartina europea. Semplicemente chi doveva morire è morto. Il numero di decessi infatti rispetto alla popolazione è decisamente spaventoso.

La Romania ha attualmente 58’000 morti, a fronte degli 11’981 della Svizzera. 

La Romania ha una popolazione più grande della Svizzera, vero. Circa 8 milioni e mezzo noi, circa 20 milioni la Romania. Ma anche così si percepisce immediatamente la differenza.

La Romania ha avuto un morto ogni 344 abitanti, la Svizzera uno ogni 708. Praticamente il paese dell’est no vax ha avuto un tasso di mortalità praticamente doppio. E ora si appresta la nuova ondata dell’Omicron, una variante molto più virulenta delle precedenti. 

L’Italia ad esempio, ex culla del virus in Europa, si attesta a un morto ogni 441 abitanti.

Quello di cui bisogna rendersi conto è che le cifre nude dicono poco, e le statistiche possono essere lette in molti modi. L’unica realtà è quella dei morti, che sono poi quelli che contano davvero, perché sono amici, parenti, fratelli. 

Anche la Croazia ha un tasso altissimo di morti: con 12’000 decessi, si attesta a un morto ogni 333 abitanti. E il Montenegro? La pecora nera d’Europa, con la chiesa ortodossa fino a poco fa dichiaratamente no vax? (leggi qui sotto)

Spiace per i montenegrini, ma loro hanno un morto ogni 266 abitanti, con una popolazione di 621’000 persone e 2’380 decessi. Praticamente, rispetto alla Svizzera, il Montenegro si attesta intorno al 3 a 1 in proporzione alla popolazione, un risultato quasi calcistico che del gioco ha però poco o nulla.

L’ottusità o la lentezza delle autorità, i bastoni tra le ruote di opposizioni politiche o della chiesa (come nel caso del povero Montenegro) hanno creato dei morti. Tanti morti. Non rendersene conto è da bugiardi o da fessi.

Le istanze no vax, stanno passando da opposizioni civili a atteggiamenti criminali. Difficile definire in modo diverso chi si ostina a non vaccinarsi, a propagare il virus e a riempire le corsie degli ospedali, quando non ad aggredire fisicamente chi non la pensa allo stesso modo o fare irruzione in assemblee, come a quella dell’ordine dei medici italiana a Roma il 20 dicembre scorso, da parte di un manipolo di dottori no-vax.

Parlare di dialogo è bello. Cercare accomodamenti è pertinente, ma ci si domanda a questo punto, che dialogo si può avere con persone che, da almeno un anno, si ostinano a non vaccinarsi. Il dubbio che sia inutile sta diventando ormai una certezza.

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