Democrazia, un concetto (per pochi) da riscrivere

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Il Consiglio Federale soprassiede all’idea di rendere obbligatorio il Green Pass per riunioni con più di undici persone. Per alcuni partiti e movimenti politici non sarebbe stato comunque un problema. Non facciamo nomi o esempi perché siamo vicini a Natale e siamo tutti più buoni.

Teorie aggiornate sulla democrazia. Se vinci una votazione, hai vinto e basta, si applichi quello che il popolo sovrano ha deciso. Se perdi, gridi che bisogna tener conto della minoranza. Dunque: passa la legge Covid, ma non azzardatevi a toccare le nostre libertà, siamo una minoranza che conta. Certo, conta i letti occupati nelle terapie intensive.

I no vax e no Green Pass hanno una fantasia senza limiti. Innanzitutto diffondono teorie insensate a ogni piè sospinto. Poi inventano sistemi per sfuggire alle drastiche leggi della dittatura sanitaria (cit.) che nemmeno in un film di Totò. Il genio della settimana è un dentista di Biella che si è presentato alla vaccinazione con braccia artificiali per ottenere il green pass. L’hanno beccato e denunciato. È finito sui giornali di tutto il mondo. Suo commento alla vicenda (rivolto ai media): “Mi avete rovinato la vita.” Lui un po’ del suo a dire il vero ce lo ha messo.

La Rega è un sevizio benemerito. Un po’ caro (sia detto solo tra di noi), ma benemerito. I suoi creativi hanno però un piccolo problema di conoscenza delle altre realtà della Svizzera. Lo slogan della campagna appena lanciata è “Immerda” (“sempre qui”) che in tedesco ha il suo perché. In Ticino un po’ meno, anche se, in fondo, descrive la situazione in cui si ritrova chi chiama la Rega. Assegniamo dunque loro il premio Trapattoni (Was  will dieser Strunz, disse nel famoso monologo del “Ich habe fertig”).

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