Europa, culla dei nuovi fascismi

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Quando nel presente si pensa all’Europa, difficilmente la si associa al fascismo. Almeno non subito. Eppure nemmeno il Vecchio Continente è immune alle derive dell’estrema destra. Metastasi ben più insidiose di quanto ci si possa immaginare. Oggi più che mai, fascismi e fascisti, proliferano indisturbati all’ombra dei sovranismi. E sono un cancro che non può essere sdoganato solo tirando in ballo il folclore o la nostalgia

Manifestazioni, petizioni, risse e attacchi incendiari. In tutto il Regno Unito, nel decennio tra il 2009 e il 2019, sono stati più di duemila gli eventi organizzati da gruppi di estrema destra. E storicamente stiamo parlando di una nazione che ha combattuto contro i regimi totalitari di stampo fascista. È tra le nazioni che, alla fine della seconda guerra mondiale, si sedette al tavolo dei vincitori per ridisegnare il volto del mondo.

Eppure, i movimenti di estrema destra – ovviamente non solo oltremanica – sono una presenza fin troppo comune, nelle società del nuovo millennio. Sempre pronti a cavalcare l’onda di nazionalismo, xenofobia e autoritarismo, il più delle volte, per loro stessa ammissione, s’ispirano proprio a quei regimi che, in tempo di guerra, nel loro punto più estremo e virulento arrivarono a governare la maggior parte dell’Europa. 

Una sciagura del nostro passato che ci è parecchio utile per capire come funzionano gli estremismi del presente. Generalmente l’appartenenza a un movimento fascista, proprio come accadeva negli anni ’30, fa leva sull’adesione a un movimento che ha fatto della brutalità e della violenza il proprio motore. Un movimento terroristico ed eversivo simile a ciò che è al- Qaeda oggi. 

L’essere un membro di un movimento radicale che agisce con gli strumenti che sappiamo arriva a inebriare, proprio come accadeva un tempo, chi sceglie di farne parte. In un contesto d’atomizzazione sociale, economica e politica, il cameratismo, il senso di uno scopo comune e la scelta di portarlo a compimento ad ogni costo, è un collante straordinariamente efficace.

Sul piano della comunicazione le mezze verità unite a un linguaggio carico di rabbia e di odio, hanno fatti breccia nei cuori di molti, al punto che durante la seconda guerra mondiale non sono mancati i fascisti europei che hanno combattuto al fianco della Germania nazista contro i loro stessi paesi. Ecco perché comprendere le posizioni estremiste è la chiave per opporsi a esse. 

Coltivare la memoria storica di ciò che ha rappresentato il nazifascismo è importante ma, per combatterlo in ogni sua nuova forma, anche nel legame con i no covid pass, va innanzitutto messo a nudo. Il fascismo ha bisogno di essere capito. Studiato, decifrato, mai banalizzato. Consapevoli, per esempio, della sua presenza capillare su tutti i social, come catalizzatore di sentimenti di alienazione e di disperazione. 

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