Il ceo cicsbeo che licenzia via webcam

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Vishal Garg è il Ceo, fedele cicisbeo della società di mutui Better, che ha speditamente licenziato – giorni fa- 900 dipendenti via Zoom.

La comprensiva e materna azienda, sfibrata da una forza lavoro il cui tonnellaggio minava il conto economico, aveva manifestato l’esigenza di una chiamata di gruppo in remoto, come s’usa dire, una sveltina di commiato secco secco, giusto per scansare la perniciosa serenità del Natale.

I tagli, quando sono necessari, vanno fatti con perentorietà e concisa determinazione e le quasi mille persone, epurate dal palcoscenico di uno schermo dove sulla scarna scrivania del boia mancava perfino il classico conforto di un hot dog mordicchiato, hanno capito al volo il sentimentale messaggio del benservito.

Ma questa storia di alpenstock via social dissociativo, assume una piega di dramma con venature paradossali e pateticamente ridicole quando l’amministratore delegato si autosospende, mettendosi in ferie forzate.

I rimorsi da avanspettacolo sono come il vomitare dal triclinio dopo una esagerata cena da Trimalcione e il frustrato Garg, il ceo reo di un tranciante webinar su  Zoom ,rimugina ora su quella frase un poco da menefreghista e un poco da esecutore codardo che ha decretato la morte lavorativa di 900 persone:

 “Se sei in questa chiamata , fai parte dello sfortunato gruppo che verrà licenziato. Il tuo rapporto di lavoro termina con effetto immediato”

L’animatore del Bingo si cosparge il capo di cenere , confessando di essere dispiaciuto per il modo in cui ha gestito il gran calcio massivo nel sedere : “Ho fallito nel mostrare rispetto e apprezzamento per gli individui coinvolti e per il loro contributo a Better”.

Ma la mia domanda permane, a parte il mortificato atto di contrizione, quale sarà mai l’importo della sua  accantonata eventuale liquidazione ?

Qualche milione di dollari terapeutici, pronti a lenire ogni sussulto di cavilloso rammarico?

Un ceo, alla fin dei conti, è un cavalier servente che accompagna ovunque le evoluzioni della sua azienda dama ,assecondandola con ampia galanteria e tetragona fedeltà, nelle occasioni mondane, nei consigli di amministrazione, nelle puntatine alla toeletta e nei giri in carrozza e nei copiosi ridimensionamenti del personale poiché l’utile di gestione impone il triplice inchino.

Stamattina leggo una spiazzante dichiarazione di Stefano Bena, general manager di Yakazi: 

” Licenziare via webcam? Un segno di attenzione. Non capisco il clamore, meglio comunque di una raccomandata”.

Il prode Bena, ha ultimamente liquidato tre dipendenti della sua multinazionale utilizzando Microsoft Teams, specificando di privilegiare questo subitaneo strumento così utile anche nelle riunioni con i sindacati, verificato che i sindacati apprezzano le chat di lavoro persistente comunque preferibile al lavoro perdente.

I ” fatti fuori” dalla Yakazi, dopo una vita sulla filiera dei cablaggi, pare abbiano gradito commentando succintamente un sibilante “Sti kazi !”

Intanto Vishal Garg si sta auto fustigando masochisticamente con le luminarie del decoratissimo abete, mancante unicamente del puntale, un tantino usurato considerando le 900 irruzioni nei deretani dei poveri dipendenti trombati.

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