Il colpo gobbo dei cammelli al botox

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Il “King Abdulaziz Camel Festival” è il concorso di bellezza per cammelli più importante al mondo: inizia il primo dicembre di ogni anno e dura quaranta giorni. Questa edizione sta registrando la partecipazione di oltre trentamila proprietari di artiodattili che emettono il verso ormai omologato come “rummel” e il dato delle provenienze più cospicue vede primeggiare a sorpresa Francia, Russia e Stati Uniti.

Purtroppo l’appuntamento del 2021 risulta contraddistinto da una pioggia di espulsioni che inficiano il buon esito della maratona che si tiene sul palcoscenico del deserto, a nordest della capitale dell’Arabia saudita, Riad.

Il monte premi di 66 milioni di dollari – effettivo e non frutto di un miraggio –  si è ingrippato sulle dune della gara taroccata e in fondo “cammellata” dalla perfida bassezza di degeneri comportamenti suggeriti dalla malafede di proprietari gabolari e mistificatori.

Il botox si è insinuato nelle carnose labbra dei mammiferi da passerella e la truffa delle navi del deserto, abbellite con la frode di vari prodotti cosmetici rigorosamente messi all’indice, ha causato l’ignominiosa estromissione di una quarantina di concorrenti ambiziosi e sfrontati, disposti a tutto pur di conquistare la palma dell’esemplare più aggraziato e maliardo.

Intanto l’agenzia ufficiale Saudi Press invoca l’urgenza di controlli sempre più rigidi, stigmatizzando la tendenza allo scellerato filone dell’ infinocchiare, nel gran tumulto degli sponsor e dei quasi centomila spettatori quotidianamente presenti.

 “I trasgressori rischiano severe multe e vengono banditi dalla partecipazione a competizioni future” ,ha garantito un alto giurato , arcistufo del gabbare e del “gobbare” a ufo.

L’indignazione generale è come un ghibli rabbioso e gli argomenti del giorno sono quelli dei “cammelli rifatti esclusi dal concorso di bellezza” e del coscienzioso lavoro dei giudici che hanno utilizzato una avanzatissima tecnologia per scoprire gli interventi estetici migliorativi attuati dai birbaccioni dediti alla alterazione dei tratti distintivi del quadrupede da leggiadra sfilata : labbra carnose e pendenti, naso grosso ma proporzionato, prominenze dorsali armoniche e sagomate graziosamente da Madre Natura.

Maledetti il botox e coloro che  lo propinarono, nel guazzabuglio di segrete iniezioni alle mascelle e in altre sezioni del corpo per ottenere un artefatto rilassamento dei muscoli.

Al diavolo i filler di collagene, veri killer della ortodossia saudita, sparati di brutto per ingigantire le labbra dei tanti mister universo e peste e corna ai propinatori di ormoni che simulano la ridondanza muscolare degli stacanovisti delle sabbie eterne.

E da ultimo, vergogna delle vergogne, che la vendetta di Montezuma cada sui ribaldi utilizzatori di elastici applicati  per esaltare i volumi delle povere bestie , oltretutto  torturate dalla limitazione del flusso sanguigno.

Siamo al culmine del dramma e per stemperare recupero una delle tante ineffabili battute di Groucho Marx: 

“L’arabo e il cammello sono inseparabili. Si dice che un arabo rinuncerebbe alla propria moglie, piuttosto che al proprio cammello. Personalmente, non possiedo un cammello, ma penso che sia una grande idea”

Il provvidenziale fumo del sigaro di Groucho anestetizza lo scandalo del King Abdulaziz Camel Festival.

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