Kentucky: la morte viene con la tempesta

Pubblicità

Di

La città di Mayfield in Kentucky è emblematica della stupidità umana e della sua tendenza all’autodistruzione. Le immagini spaventose, rimandano alle città bombardate dell’Europa nel dopoguerra.

Tornadi e tempeste, hanno devastato lo Stato. Non hanno fatto danni, non hanno demolito qualche casa, hanno proprio raso al suolo alcune zone e, come a Mayfield, dove la distruzione è talmente totale da non avere parole per descriverla, non c’è stato scampo per nessuno.

Isolati completamente rasi al suolo, con in piedi solo i monconi degli alberi più grossi, spezzati e squartati. Il governatore dello Stato, Andy Beshear, in un briefing ha detto che il conteggio dei morti supererà le 100 unità. 

Il Kentucky è lo Stato più colpito dall’ondata di distruzione che un clima irato, feroce e impazzito ha riversato sui maggiori responsabili del riscaldamento climatico, quegli uomini che purtroppo sono profondamente causa del proprio stesso male.

L’America che solo ieri votava Donald Trump, l’uomo che negava i cambiamenti climatici e che viveva foraggiato dalle lobby di petrolieri e carbonai, ora si risveglia tra le macerie di se stessa. Ma dare la colpa solo agli Usa sarebbe ingiusto. I complici di questo disastro sono innumerevoli. Con GAS, ad esempio, avevamo anche denunciato l’irresponsabilità del Corriere del Ticino, che dava voce al dottor Pio Eugenio Fontana che scriveva:

“La bufala del riscaldamento globale causato dall’uomo” come “una delle più grandi manipolazioni di massa della storia” .

E l’ottusità dell’uomo e della politica che lo governa lascia di stucco. Solo a ottobre, una fuga di notizie svelata dalla BBC raccontava, e lo scrivevamo su GAS, di stati che cercavano di fare pressione per minimizzare il rapporto scientifico che evidenziava il problema climatico:

“ (…) La fuga di notizie rivela che l’Arabia Saudita, il Giappone e l’Australia sono tra i paesi che chiedono all’ONU di minimizzare la necessità di allontanarsi rapidamente dai combustibili fossili. Mostra anche che alcune nazioni ricche stanno mettendo in discussione il fatto di pagare di più agli stati più poveri per passare a tecnologie più verdi. I documenti mostrano che i paesi stanno respingendo le raccomandazioni delle Nazioni Unite per l’azione a pochi giorni dalla riunione di Glasgow, durante la quale verrà chiesto ai governi di prendere impegni significativi per rallentare il cambiamento climatico e mantenere il riscaldamento globale a 1,5 gradi.”

Le immagini di paesi cancellati, nell’opulento occidente, dovrebbero farci pensare. Se siamo ormai assuefatti a terremoti, inondazioni e tsunami in paesi di cui ci frega poco o niente, un altro paio di maniche è vedere la devastazione di borghesi cittadine del midwest.

E non parliamo di disastri, ma della completa cancellazione del tessuto urbano, di una devastazione che può farti abbandonare definitivamente un paese.

Nell’ottobre di quest’anno, ci illudevamo ancora che una sterzata fosse possibile. (leggi qui sotto)

La conferenza di Galsgow, terminata da poche settimane, ci ha fatto fare una bella doccia gelata. A parte le solite dichiarazioni di intenti, poco di fattivo è stato messo sul tavolo. E noi, ormai supini e rassegnati aspettiamo: il prossimo tornado, la prossima inondazione, la prossima ondata di freddo polare o di caldo africano. E come per il Covid, ci sono ancora quelli che negano, che dicono che è un’invenzione. Un invenzione che, se non ci svegliamo al più presto dal nostro torpore, ci porterà all’estinzione.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!