La luna (e i ricordi) nel baule

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Un testo che non sembra scolastico, per questo lo è ancor di più. Daniele Dell’Agnola si fa raccontare storie di ieri ancora oggi attuali: per ri-raccontarle. Un tributo alla memoria che lascia intravedere un po’ di futuro.

Jolanda Giovanoli ha superato gli ottant’anni e … «prima di diventare una vecchia rimbambita» (parole sue) vuole fare un po’ ordine, raccontare quelle due o tre cose che le sembrano meritino di essere ricordate. Chiede a Daniele Dell’Agnola: «due o tre paginette» tanto per «fare ordine nella mia storia e nella mia casa, che sono il tempo e lo spazio». È questo il movente dell’appena pubblicato, dalla Pro Grigioni Italiano e distribuito da Dadò editore, «La luna nel baule».

Un libro bello e interessante. Fatto di «storie di ieri», piccoli avvenimenti contestualizzati nella Grande Storia, leggende narrate al bar di paese e mini-epopee dal volto umano. Avventure ma anche testimonianze di un tempo passato che è giusto, nel nuovo millennio, non mandare disperse. 

Frasi che caratterizzano caratteri non solo individuali («I debiti lavorano di giorno, ma anche di notte», «finché non finisce la scuola, niente radio. Dovete studiare … niente ghirigori», «fu come quando premi tutti insieme i tasti di un pianoforte» … questo per l’annuncio di un cancro ai polmoni) ma anche episodi vissuti da spettatori privilegiati (come quando in Bregaglia sono arrivati Fabio Capello e Catherine Deneuve… ). A latere, ma in posizione significativa, Alberto Giacometti, l’Artista, l’enfant prodige del territorio. Fantastico il bozzetto a lui riservato al paese quando premiato a Venezia:  «Se ti hanno premiato per quelle tua figure stravaganti, non posso immaginare cosa abbiano fatto i tuoi concorrenti! » e la pronta sua risposta: «Avete proprio ragione».

Episodi di una civiltà post-contadina che, sullo sfondo della Grande Storia (quella dei nazisti e quella dei carrarmati di Varsavia, poi Tito e … il muro di Berlino che «da quando è stato demolito ne hanno costruiti altri settantasette!») rivelano un carattere territoriale.

Con una narrazione semplice e lineare, capitoli brevi e accattivanti, Dell’Agnola mantiene un giusto ritmo alternando sorrisi a rughe, emigrazioni e immigrazioni, sempre nel pieno rispetto della voce narrante. Il volume contiene anche due traduzioni del testo, quella in tedesco e quella in romancio. Un libro che espressivamente, parere personale, ci pare rappresentare in pieno il suo Autore. Infatti Dell’Agnola si esprime con diversi linguaggi: la scrittura e la composizione di colonne sonore (per traduzioni teatrali di testi sacri come «Il fondo del sacco»), collabora con la radio ed ha condotto per due anni una fortunata trasmissione televisiva («Il bidello Ulisse) dove presentava libri e attività scolastiche. Poi, sopra tutto e tutti, è insegnante. Nella scuola obbligatoria, nei momenti decisivi della formazione (scuola media) ma anche nell’Istituto che forma i futuri docenti. In questo testo il suo animus pedagogico traspare in ogni pagina: è una questione di entusiasmo coinvolgente, di passione genuina. In tantissime sue pagine sembra di vederlo «in azione», a contatto con gli allievi: a leggere, desumere, decifrare e collegare … . magari partendo dai «ghirigori» riferiti all’ascolto della radio, ecc… . Tanta roba in questo volume, che non ci suonerebbe stonato vederlo adottato in una scuola media. Perché queste storie sono in grado di insegnare ancora tanto ai giovani d’oggi. 

«La luna nel baule», 2021, di DANIELE DELL’AGNOLA, ed. Pro Grigioni italiano, 2021, pag. 291, FR. 30,00.

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