La Rega è immerda

Pubblicità

Di

Io mi rifiuto di pensare che ci siano organizzazioni svizzere di tale portata, e parliamo della Rega, non della macelleria Aebischer di Luggelbach a Glarona, che non verifichino in tutte le lingue nazionali il significato di traduzioni, slogan o claim pubblicitari.

Con una serie di hashtag, la Rega ha pensato di varare la sua nuova campagna di tesseramento. Una campagna che suona, in italiano così:

#semprepresenti

Nulla da eccepire. Loro effettivamente ci sono sempre. Anche in francese l’hashtag regge con un semplicissimo:

#toujourspresents

Il problema è la versione in tedesco, che se funziona nella lingua di Goethe, non solo è claudicante nella nostra, ma è decisamente la cosa più simile a una classica locuzione italica, quella che si usa quando ormai ci si trova in situazioni da Rega, ovvero quando si è:

#immerda

Lo sappiamo, immer da, in tedesco equivale a “sempre qua”. L’assonanza con l’italiano, accentuata dal testo tutto attaccato tipico degli hashtag è però improponibile. E siccome ci sono tra italiani, italofoni e ticinesi, più di un milione di persone parlanti italiano in Svizzera, forse un attimino di attenzione andava fatta. Per lo stesso motivo, una locuzione che ipoteticamente in italiano funzionava benissimo, ma tradotta in tedesco suonava come “schieisseandiewand”, forse avrebbe dovuto essere rivista. 

Questo è il motivo per cui, ad esempio, le case automobilistiche di solito prima di dare un nome a un modello, verificano presso tutti i Paesi dove è in vendita che questo nome non abbia assonanze ridicole o offensive o che non ricalchi locuzioni dubbie o parolacce. Ecco perché non viaggiate su una opel “shitstorm” o su una Toyota “merdolino”.

Per cui, a parte tradurre, bisognerebbe sincerarsi che uno slogan, che poi campeggia dappertutto, non voglia dire qualcosa di ridicolo in un’altra lingua. E non parliamo del cambogiano o dello swahili, ma di una delle quattro lingue nazionali, parlata da più del 10% della popolazione elvetica.

Comunque niente paura, se siete nei media e volete collaborazione o un’intervista non c’è problema, potete inviare una richiesta a presse@immerda.swiss. E vista la crisi dell’editoria, forse questo indirizzo non è poi così fuori luogo. 

Il sito è comunque ben fatto e ben strutturato. Solo un altro errore involontario (o forse no?) ci fa sorridere, almeno a noi estimatori di Norman Gobbi. Nella grafica relativa ai testimonial c’è una tendina nera nel sottotesto. 

La regola vuole, ovviamente, che se c’è un viso, questo sia dalla parte opposta (come nella foto a sinistra, che raffigura Maja Rinker, esperta di sicurezza per il Consiglio Nazionale) e non sotto la tendina nera che serve ad evidenziare il testo. Gobbi invece è coperto dalla tendina a differenza degli altri. A questo punto viene da pensare che il disprezzo per gli italofoni sia ormai a livelli altissimi (scherzo) .

In fondo a coprire Gobbi ci fanno un piacere, non uno sgarbo, per cui il secondo errore va ad annullare l’impronunciabile “immerda”. E se scivolate giù per una valletta e siete… “immerda”, chiamateli pure, loro vengono senza fare polemiche.

Pubblicità

GAS è gratuito, perchè riteniamo fondamentale che il maggior numero di lettori possibile possa avere un’informazione alternativa rispetto alla stampa ufficiale.

Il nostro lavoro, tuttavia, comporta degli investimenti. Abbiamo scelto di non ricorrere alla pubblicità per non “sporcare” il sito con annunci pubblicitari, e mantenere la nostra indipendenza rispetto al mondo imprenditoriale ed economico. Ci sosteniamo solo tramite le adesioni dei nostri soci e le donazioni dei nostri lettori.

Se anche tu vuoi aiutarci ad andare avanti nel nostro lavoro di informazione indipendente e alternativa, puoi contribuire diventando socio di GAS oppure con una donazione libera. Grazie per il tuo supporto.

NO,GRAZIE!