La storia di un messaggio sbagliato

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Una nonna sbagliata, un nipote altrettanto, e la storia di un messaggio che doveva prendere un’altra direzione e ne ha presa un’altra. Chi dice che il mondo virtuale non esiste sbaglia, e di grosso.

La piazza virtuale, quei messaggi nell’etere, che molti ritengono un mondo finto e privo di contatti, è in realtà un’enorme fucina di sentimenti, grida d’aiuto, voglia d’amore e tanto altro.

L’errore più comune è pensare che dietro a un messaggio, a un post Facebook non ci sia una persona in carne e ossa ma una specie di avatar virtuale. Nulla più sbagliato. I social sono forieri di grandi cambiamenti nelle relazioni interpersonali, possiamo dire che nel bene e nel male hanno rivoluzionato il modo di relazionarsi degli umani. 

Emblematico è il caso di Wanda e Jamal. 

Sembra la storia di un film, ed infatti, l’intraprendente casa di produzione di Netflix ha già messo le mani sulla storia per farne una pellicola. Ma andiamo con ordine.

Nel 2016, qualche giorno prima del ringraziamento, quella festa in cui gli statunitensi divorano tacchini ripieni commemorando l’inizio di un genocidio nativo, Wanda scrive a Jamal un messaggio:

“il 24 novembre alle 15.00 fammi sapere se vieni. Spero di vedervi tutti. Naturalmente l’invito include Amanda e Justin”

“Chi sono?” risponde Jamal

“Tua nonna” ribatte stupita Wanda

“Nonna? Posso avere una foto?” insiste lo scettico Jamal

“Di chi?”

“Di te!”

Wanda manda la foto ed evidentemente Jamal si accorge che lei non è sua nonna. E Wanda allo stesso modo si rende conto che Jamal non è suo nipote. Poi però, le cose a volte prendono percorsi strani, le persone sono spiritose e accoglienti, e Jamal per scherzo chiede se può venire lo stesso. Probabilmente pensava che la cosa finisse lì con quattro risate, ma Wanda lo stupisce:

“Certo che puoi, è quello che fanno le nonne, sfamano tutti!”

E dal 2016, la matta Wanda nutre Jamal, la sua ragazza e la sua famiglia ad ogni ringraziamento. Relazione strana? No, solo bella. Perché a volte possiamo avere anche incontri magici, fugaci tra anime, dove nulla abbiamo in comune se non la voglia di essere accoglienti l’uno con l’altro. Come quando un giorno nel deserto alla sera accendi il fuoco, cominci ad arrostire un topo delle sabbie e passa un altro tizio sgarrupato come te, e invece di fare il diffidente gli dici: “vuoi sederti che dividiamo questo topo?” E il tizio sorride e dice, “grazie! Io ho mezza bottiglia di vino, se vuoi la dividiamo.” 

Ok, non è il Natale, è il giorno del ringraziamento, ma va bene lo stesso. Dietro i social ci sono persone, a volte felici, a volte sole. A volte nascono amicizie, storie d’amore, relazioni curiose. E tutto questo è semplicemente bello. 

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